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Alla fine degli anni Ottanta prende avvio una nuova disciplina,
la zooantropologia, che ha come obiettivo di ricerca lo
studio del rapporto uomo-animale negli eventi interattivi
e relazionali e la valutazione dei contributi apportati
alluomo da questa relazione. Fondamento della ricerca
zooantropologica è il ritenere che non sia possibile
comprendere luomo nelle sue caratteristiche ontogenetiche
e culturali prescindendo dal contributo referenziale offerto
dallalterità animale.
Concetto chiave = comprendere i predicati delluomo
attraverso la relazione con lalterità animale.
La zooantropologia ritiene leterospecifico come soggetto,
ossia entità in grado di dialogare con luomo,
e come diverso, ossia come entità capace di contaminare
luomo.
Parola chiave = referenza animale come valore-contributo
apportato dallalterità animale in dialogo.
La referenza animale è pertanto il presupposto più
importante e lobiettivo focale della ricerca zooantropologica.
Per tale motivo possiamo dire che la zooantropologia è
lo studio della referenza animale. Per la zooantropologia
pertanto è necessario salvaguardare il titolo di
alterità alleterospecifico rispettando i suoi
caratteri di soggettività (non reificare ovvero trasformare
leterospecifico in oggetto), di diversità dalluomo
(non antropomorfizzare leterospecifico), di peculiarità
(non leggere lanimale come cifra). Solo il titolo
di alterità dà voce allanimale ovvero
gli riconosce quella specificità che sta alla base
del suo potenziale di referenza.
Concetto chiave di ordine applicativo = maggiore è
lattribuzione-riconoscenza di alterità (soggettività,
diversità, peculiarità) maggiori saranno le
possibilità di referenza.
La nascita della zooantropologia rappresenta un evento significativo
nel panorama di analisi del rapporto uomo-animale, inserendosi
a pieno titolo in quella marcia di avvicinamento alla conoscenza
dellalterità animale inaugurata dallevoluzionismo
darwiniano e proseguita dalla ricerca delle scienze comportamentali
e cognitive.
Con la zooantropologia si iniziano infatti a studiare i
fattori che guidano il rapporto delluomo con le altre
specie - e in particolare:
a) le direttrici orientative e affiliative verso lalterità
animale,
b) piani e i significati della relazione interspecifica,
c) le dimensioni di interscambio e transazione che si vengono
ad attivare in tale rapporto,
d) le conseguenze antropo-poietiche (ovvero di costruzione
dellidentità umana) dellincontro-confronto
con leterospecifico.
Conoscere lampia gamma di rapporti e di rimandi che
ci legano allalterità animale è molto
importante, perché offre un piano articolato di interpretazione
circa il nostro bisogno di riferirci allanimale per
realizzare in pieno le nostre qualità (predicati).
Studiare il piano relazionale di rapporto con l'eterospecifico
significa individuare un nuovo orizzonte di spiegazione
e di applicazione che vada oltre il consueto utilizzo
dellanimale oggetto dalleclatante
uso strumentale-performativo fino alle forme meno esplicite
di uso simbolico-transizionale o il più insidioso
utilizzo surrogatorio dellanimale sostituto
di un essere umano assente, dove accanto allantropomorfizzazione
vi è la negazione della specificità dellanimale
e del bisogno delluomo proprio della diversità
animale.
Tracciare un profilo del ruolo ricoperto dall'alterità
non-umana in ogni momento della vita dell'individuo, significa
come prima cosa ammettere che l'animale abbia un posto preciso
nell'ontologia umana.
Presupposto della zooantropologia = non surrogabilità
della referenza animale ossia considerare la relazione uomo-animale
e la referenza che ne consegue un contributo non sostituibile.
Tale assunzione implica di conseguenza l'adoperarsi per
capire le caratteristiche di questa funzione e le possibili
applicazioni. Per la zooantropologia perdere la relazione
con lalterità animale significa gettare unipoteca
sullantropo-poiesi.
Daltro canto con la zooantropologia non solo si diminuisce
la distanza che separa la nostra specie dalle altre ma si
afferma il carattere insostituibile della presenza animale
nella vita delluomo o, meglio, nella definizione dellessere
umano. Prende corpo cioè lidea che la referenza
animale sia indispensabile per la realizzazione della persona
nelle sue diverse componenti espressive, formative e assistenziali.
Se pertanto la biologia evoluzionista ha rivendicato un
legame filogenetico tra uomo e animale, la zooantropologia
sottolinea un nesso altrettanto forte, ma questa volta di
tipo ontogenetico, posto nel cuore stesso del nostro essere
umani: nel divenire uomo.
www.robertomarchesini.com
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Roberto Marchesini, studioso di scienze biologiche
e di epistemologia, scrittore e saggista, ha pubblicato
numerosi articoli e ricerche sul rapporto uomo/animale
e sulle applicazioni didattiche, consulenziali e assistenziali
della relazione con lanimale.
Presidente della Società italiana di Scienze
Comportamentali Applicate e direttore della Scuola
di Interazione Uomo Animale, insegna Scienze Comportamentali
Applicate in alcuni atenei italiani.
Tra i saggi pubblicati: Il concetto di soglia (Theoria,
1996), La fabbrica delle chimere (Bollati Boringhieri,
1999), Bioetica e scienze veterinarie (ESI, 2000),
Lineamenti di zooantropologia (Edagricole-Calderini,
2000), Post-human (Bollati Boringhieri, 2002), Imparare
a conoscere i nostri amici animali. Guida per insegnanti
(Giunti, 2003), Nuove prospettive nelle attività
e terapie assistite dagli animali (Edizioni Scivac,
2004), Canone di Zooantropologia Applicata (Apeiron,
2004), Fondamenti di Zooantropologia. Zooantropologia
applicata (Alberto Perdisa Editore, 2005).
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