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Differenze nel movente dellaggressione
Le differenze a livello individuale nel movente dellaggressione
si originano nella prima infanzia. Le prime fasi dello sviluppo
del movente hanno inizio già alletà
di un anno e mezzo circa. Fino alletà di tre
anni vengono poi delineate le peculiarità individuali
che intervengono nella fase successiva dello sviluppo. I
processi evolutivi fondamentali sono i seguenti:
1. manifestazione nella prima infanzia di reazioni colleriche
e relativo nesso con fattori scatenanti, modalità
di reazione e conseguenze;
2. apprendimento graduale di comportamenti aggressivi e
relative conseguenze;
3. sviluppo di strategie dazione ed obiettivi dellaggressione
particolarmente ostili, in base allimitazione di modelli
preesistenti;
4. formazione di obiettivi dellaggressione marcatamente
ostili e, quindi, di un reale movente dellaggressione
in base alla percezione della propria ostilità e
degli intenti che ne conseguono;
Il punto 1 fa riferimento al nesso tra collera e frustrazione,
laddove per frustrazione si intende una vasta classe di
circostanze che non rientrano in una definizione dettagliata
ma che relativamente alla loro complessità sono classificabili
a partire dalle lesioni corporali, alla violazione del rispetto
di sé stessi, fino ad arrivare alla totale trasgressione
del sistema di valori.
Per quel che riguarda la realizzazione del nesso frustrazione/collera,
in ogni singolo caso sono coinvolti numerosi processi di
apprendimento individuali, per cui al cui centro si pone
il rapporto, influenzato da fattori ereditari, tra esperienze
avverse ed inclinazione verso reazioni colleriche.
I punti 2 e 3 sono strettamente collegati tra loro e si
manifestano già nella fase che prevede lo sviluppo
di molteplici abilità motorie e modelli comportamentali,
molti dei quali sicuramente interessanti in relazione al
livello di aggressività: grida, calci o percosse.
Ugualmente collegabili a fattori ereditari possono essere
anche predisposizioni allapprendimento di comportamenti
aggressivi, la cui conseguenza è lo sviluppo di una
propensione emotiva verso situazioni violente. Tali processi
di apprendimento si realizzano principalmente attraverso
lapprendimento per imitazione, in cui le figure di
riferimento, in primo luogo i genitori, svolgono un ruolo
fondamentale.
Tuttavia anche linterazione con altri bambini costituisce
unimportante fonte desperienza per lo sviluppo
dellaggressività. I coetanei (in particolare
fratelli e/o sorelle ed amici) possono quindi rappresentare,
in determinate situazioni (ad es. allasilo o al parco)
la gratifica principale per i loro comportamenti aggressivi.
Ecco perché i serial killer raccontano frequentemente
di essere stati, durante linfanzia, non tanto criminali
quanto vittime: vittime dei genitori o dei loro coetanei.
A causa delle numerose esperienze negative vissute, si prefigurano
un ambiente minaccioso, ostile ed imparano a stare costantemente
allerta da ingiustizie e soprusi. In tal modo si sviluppano
gli obiettivi marcatamente aggressivi e violenti descritti
al punto 4, per la cui realizzazione è necessario
lottare e predominare.
Queste prime esperienze infantili costituiscono anche degli
indizi inerenti la componente sessuale dei crimini. Dal
momento che, contrariamente alle ipotesi precedenti, lo
stimolo principale non è costituito dal movente a
sfondo sessuale (vd sopra), è necessario formulare
altre ipotesi in merito. E ipotizzabile un modello
di questo tipo: in età infantile, i criminali sono
sottoposti ad una serie di forti frustrazioni in diversi
ambiti (scuola, famiglia, fratelli e/o sorelle
); uno
dei più delicati, nei giovani, è la sessualità.
Durante ladolescenza, il malessere derivante dai primi
ed eventualmente ripetuti insuccessi nei contatti sessuali
con le ragazze può divenire una frustrazione estremamente
profonda. In proposito, KORNADT & ZUMKLEY (1992) affermano:
laccumulo di esperienze frustranti relative
ad un determinato ambito esistenziale (
) potrebbe
portare allattribuzione di unimportanza eccessiva
a tale aspetto.
Può essere vissuto come minaccia persistente e probabilmente
crescente nei confronti di esigenze fondamentali (rispetto
della propria persona, desiderio di approvazione e protezione
),
sulle quali si plasma un movente dellaggressione sempre
più violento, generalizzato e strettamente connesso
allaffettività.
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