|
Esperienze infantili
Allinfuori dei criminali classificati inequivocabilmente
come squilibrati mentali, i cui delitti scaturiscono da
rappresentazioni deliranti(5), per tutti gli altri vale
linterrogativo circa le cause di tali atti estremi,
come ad esempio quelli descritti precedentemente o, più
esattamente, circa le cause della motivazione estremamente
aggressiva.
Unindagine intensiva dellFBI ha prospettato
un quadro generale relativo a 36 serial killer. Tali criminali
sono provenuti tutti da una situazione familiare problematica
ed hanno ricevuto uneducazione distaccata, violenta
ed ingiusta; 13 di loro hanno riferito episodi infantili
di violenza fisica, 23 di violenza psicologica e 12 di abusi
sessuali (BURGESS, 1986). A tal proposito RESSLER et al.
(1993) scrivono: Il rapporto con la figura materna
evidenziato dai soggetti intervistati [ serial killer, N.d.A.]
era fortemente caratterizzato da freddezza, distacco, insensibilità
o negligenza.
Essi denotano carenze affettive ed assenza di contatti umani.
Eccone un esempio (cit. da RESSLER et al., 1993):
Una donna metteva il figlio ancora neonato in una scatola
di cartone, gli accendeva la televisione e si recava a lavoro.
Più tardi lo metteva nel box, gli buttava dentro
qualcosa da mangiare e lo abbandonava nuovamente davanti
alla TV, fin quando non rientrava in casa.
Un altro bambino ci ha raccontato che ogni sera era costretto
a stare solo nella sua stanza e se tentava di andare in
soggiorno i genitori lo mandavano via bruscamente e gli
gridavano che quella era lunica possibilità
che avevano di restare da soli .
Non si deve quindi ignorare il fatto che già in età
infantile è possibile gettare le basi per unaggressività
estrema. A tal riguardo, si rende necessaria unanalisi
relativa allorigine del movente aggressivo stesso
ed in particolare allo sviluppo di un repertorio di atti
violenti.
In base alla descrizione dettagliata di KORNADT (1987, 1988,
1989a; KORNADT & ZUMKLEY, 1992) è necessario
partire da una scala gerarchica di moventi, valida
principalmente per lorigine infantile del movente
nellambito della personalità.
Pertanto allaggressione sembra spettare il compito
di svolgere una sorta di funzione di legittima difesa per
quanto concerne necessità vitali quali sicurezza,
incolumità di fronte a pericoli mortali o morte.
La consapevolezza di poter aver successo alloccorrenza,
se non altro con luso della violenza, è rassicurante
e comporta, in tal senso, la determinazione di un obiettivo
generalizzato in questa direzione.
Il movente dellaggressione generalizzato (diverso
a livello individuale) così costituitosi è
quindi talmente sistematico che si innesca ogni qual volta
subentri una circostanza frustrante (in questo senso soggettiva).
(KORNADT & ZUMKLEY, 1992).
|