CIRCO CON ANIMALI: TRADIZIONE VIOLENTA
E DISEDUCATIVA


Sulla base di numerosi studi scientifici effettuati negli anni passati dall'approccio psicoanalitico di Freud, al cognitivo-evolutivo di J.Piaget e L. Kohlberg, alle teorie dell'apprendimento sociale di A.Bandura, EF.McDonald, P.Cowan e J.Langer, si evince che, lo sviluppo della moralità avviene per stadi successivi e per apprendimento sociale che varia a seconda del contesto in cui si vive: criteri morali assorbiti nell’infanzia e durante l’adolescenza dal contesto familiare e sociale, verranno poi mantenuti in età adulta, anche in situazioni diverse. I primi anni di vita, in particolare dai sei ai tredici anni, hanno perciò un’importanza straordinaria non solo nella formazione della personalità, ma anche nel comportamento sociale. Il ruolo dei genitori e della scuola è fondamentale. In quel periodo si forma la concezione morale degli individui e perciò della società.

L’importanza del concetto di empatia nei confronti del diverso deve quindi essere un punto fermo nel sistema educativo per evitare che episodi di violenza si manifestino poi in età adulta.
Recentemente lo psicologo americano Frank Ascione, professore di psicologia dell'Università statunitense dello Utah ha compiuto una ricerca specificatamente mirata sul comportamento violento dei bambini nei confronti degli animali. Una volta su cinque la ragione che spinge a compiere atti di violenza nei confronti di animali è il semplice divertimento, e i bambini e gli adolescenti crudeli verso gli animali hanno una maggiore probabilità, una su tre, di manifestare in età adulta comportamenti ripetutamente feroci e pericolosi.
In Italia si convive con molteplici tradizioni in cui gli animali vengono maltrattati dall'uomo a scopo ludico. Alcuni esempi sono le feste di paese e religiose, i palii, i circhi, la caccia e la pesca sportiva. Tutte queste attività che dovrebbero divertire adulti e bambini provocano sofferenza psicologica e fisica evidente agli animali, e persino la morte, e il modello educativo rispecchia la prevaricazione del più forte sul più debole.

A questo proposito il Gruppo di Studio sulle Tradizioni Violente si propone come primo obiettivo di evidenziare quali siano l’influenza e l'impatto di tradizioni come ad esempio il circo con animali, sulla psiche dei bambini e degli adolescenti. La scelta di questa tradizione deriva dalla violenza insita nell’uso degli animali nei circhi, costretti con la forza ad eseguire esercizi innaturali e grotteschi per la loro natura. Uno spettacolo proposto sempre più spesso anche nelle scuole e definito “educativo” malgrado sia stato denunciato più volte da varie istituzioni pubbliche e private, compreso il National Geografic, per l’estrema violenza fisica e psicologica esercitata in questo tipo di attività.