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LEDUCAZIONE ANTISPECISTA:
UNA NUOVA SFIDA PEDAGOGICA
Lanimale non umano è una creatura ambigua.
Non è uomo, non è cosa. Forse è analogo
come sostengono alcuni, una creatura di mezzo, che mal si
presta a tassonomie umane.
Animale come materiale di ridefinizione simbolica, animale
come surrogato delluomo, animale come oggetto, animale
come alterità.
Lincontro con questa forma particolare di essere vivente
è inevitabile per lessere umano, come inevitabile
risulta interrogarsi intorno ad esso, tanto da dover mettere
in conto di non poter parlare di uomo senza cercare di dare
una fondazione epistemologica sul perché luomo
interagisca col mondo animale; tanto da poter affermare
che non è possibile interpretare lidentità
umana al di fuori delle relazioni con lalterità
animale. Ma se da una parte la conoscenza umana odierna
si arricchisce di tali rivoluzionarie prospettive zooantropologiche
dallaltra idee tradizionali sulla natura delluomo
e i suoi rapporti con lambiente, continuano ad essere
tra le cause più profonde di disordini ambientali
e sociali .
Una concezione baconiana di dominio e di controllo della
natura o una concezione cartesiana di netta divisione tra
anima (res cogitans) e materia (res extensa) influenza ancora
pesantemente il paradigma culturale della nostra epoca.
Secondo Heisemberg tale divisione è entrata
profondamente nella mente umana e ci vorrà molto
tempo perché possa essere sostituita da un atteggiamento
veramente diverso nei riguardi del problema della realtà.
Il passaggio da una concezione analitica ad una olistica-biocentrica
è per forza di cose legato al rifiuto dellantropocentrismo
che pretende di tracciare un fossato tra luomo e il
resto del tessuto cosmico.
Questa frattura influenza il nostro modo di approcciare
il vivente, in particolare elidendo lambito interattivo
e relazionale ed enfatizzando laspetto di singolarità
e di interdipendenza. Un cambiamento paradigmatico si traduce
in pratica in una ricollocazione delluomo e in una
rivisitazione dei processi biologici. In questo contesto
un ruolo fondamentale è attribuibile alla pedagogia,
essa infatti è direttamente chiamata in causa per
formare questo uomo nuovo che sia in grado di rispondere
alle nuove grandi sfide del futuro, riallacciare un patto
con linsieme delluniverso vivente.
Del resto la pedagogia si colloca come anello di congiunzione
tra passato e futuro, è anamnesi della formazione
di ieri e terapia educativa per il domani. Solo attraverso
una rivisitazione dei processi educativi noi possiamo comprendere
appieno luomo di oggi, il suo stile di vita, il complesso
valoriale, la sua elasticità mentale, e nello stesso
tempo progettare le coordinate per una variazione di rotta
che si sposi con le problematiche di attualità. Per
fare questo è necessario partire proprio da considerazioni
di contesto, ovvero riportare il dibattito allinterno
della sua sfera epocale.
Lepoca della Rivoluzione Zooantropologica che individua
nel modello antropocentrico la matrice educativa su cui
si innestano tutti i modelli discriminatori, dal razzismo
allo specismo, richiamando la pedagogia ad un ruolo militante
di smascheramento del modello discriminantore specista al
pari di quello razzista, etnocentrico e xenofobo. Lepoca
di una pedagogia antispecista (o pedagogia dellanimalità)
come pass privilegiato di transito nella coscienza
umana.
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