|
"Ai suoi livelli più profondi la psiche è
legata alla terra"
Theodore Roszak.
La psicologia, scienza giovane in Occidente, si è
sempre concentrata sull'aspetto più strettamente
soggettivo del nostro essere, senza mai avventurarsi troppo
lontano dalla sfera individuale, verso quei lontani e vaghi
confini in cui tutta l'umanità attinge a sorgenti
comuni.
L'ecologia del resto, anche lei scienza giovane, si è
sempre occupata dell'ambiente esterno senza mai prendere
a fondo in considerazione l'essere umano come parte integrante
ed estremamente condizionante di questo ambiente.
Così,
giungendo da due estremi opposti queste due scienze si incontrano
per cercare insieme una risposta alla stessa domanda: "Dove
finisco io e dove inizia il resto del mondo?". Il limite
tra l'io e il mondo, ai livelli più sottili, si estende
sino a coinvolgere anche le stelle e gli oceani, e questa
considerazione ha profonde implicazioni, sia nella cura
dell'anima, che in quella dell'ambiente naturale.
All'università di Harvard, nel 1990, si è
tenuta un convegno di ecopsicologia dal titolo: "Psicologia
come se tutta la Terra fosse importante". La conclusione
presentata era che se il nostro io si espande al punto tale
da includere il mondo naturale, un comportamento che tende
alla distruzione di questo mondo non può che essere
percepito come autodistruttivo.
Il bisogno di approfondire la ricerca in questa direzione
è stato confermato da Walter Christie, capo del dipartimento
di psichiatria del Maine Medical Center: "L'illusione
della separatività che creiamo per poter articolare
le parole 'Io sono' è una parte del nostro problema
nel mondo moderno. Siamo sempre stati parte dei grandi sistemi
del globo più di quanto il nostro ego timoroso può
tollerare di conoscere. Preservare la natura è preservare
la matrice attraverso la quale possiamo sperimentare la
nostra anima e l'anima del pianeta terra."
E Sara Conn, psicologa clinica di Cambridge ha concluso
il convegno, che rappresenta solo l'inizio di un lungo lavoro:
"il mondo è malato, ha bisogno di cure, sta
parlando attraverso di noi, e parla più forte attraverso
i più sensibili tra noi.
Marcella Danon
|