Limitazioni dei resoconti degli adulti sulla crudeltà dei bambini nei confronti degli animali


Sia la ACQ che la CBC si basano sui rapporti dei genitori/tutori, e non sono disponibili auto-relazioni da parte dei giovani sulla crudeltà nei confronti degli animali come confronto. L’affidamento sui rapporti dei badanti, comunque, può essere problematico perché l’abuso animale può essere praticato di nascosto (caratteristica condivisa con il vandalismo e l’appiccare il fuoco) e i badanti possono non essere consapevoli della presenza di questo comportamento nei loro bambini. Offord, Boyle e Racine (1991) hanno sorvegliato un campione non clinico di 1.232 genitori/tutori canadesi e i loro ragazzi e ragazze dai 12 ai 16 anni. Hanno chiesto sia ai genitori/tutori che ai ragazzi di riportare un certo numero di disturbi del comportamento, sulla base di una scala a 3 punti uguale a quella usata nella CBC. (Vedi Animal Abuse and Conduct Disorder per una discussione più approfondita della connessione tra disturbi della condotta e abuso animale.) La figura 3 confronta i resoconti di genitori/tutori sulla crudeltà nei confronti degli animali con le relazioni da parte dei giovani autori stessi.

Questi dati suggeriscono che genitori e tutori possono sottovalutare seriamente la crudeltà nei confronti degli animali, con i ragazzi che auto-riportano questo comportamento con una frequenza che è 3,8 volte quella riportata dai genitori/tutori e le ragazze con una frequenza che è 7,6 volte quella riportata da genitori/tutori. Sottostime simili appaiono evidenti per altri due disturbi del comportamento, vandalismo e appiccamento di fuochi, che possono spesso essere nascosti e quindi sconosciuti o non ricercati da genitori o tutori.

Anche uno studio recente di un campione non clinico di giovani (1.333 ragazzi e 837 ragazze; età media 14,6 anni) ad Alessandria, Egitto (Youssef, Attia a Kamel, 1999) mostra dati su fatti di auto-resoconti di crudeltà nei confronti degli animali. Dividendo il campione in due gruppi, uno che descrive coloro che hanno praticato comportamenti violenti (atti di “forza fisica che abbia teso a infliggere danno o causare ferite corporee”) e uno che descrive coloro che non ne avevano compiuti, Youssef, Attia e Kamel (1999:284) hanno chiesto ai giovani se erano spesso crudeli nei confronti degli animali. Tra i giovani violenti, il 9,6% ha riportato di aver avuto comportamenti crudeli; tra i giovani non violenti, il 2,05% ha riportato di aver avuto comportamenti crudeli. La variabile crudeltà nei confronti degli animali determinava significativamente (p<0,003) l’appartenenza al gruppo dei violenti o dei non violenti.

Si dovrebbe notare che gli strumenti usati per valutare i rapporti degli insegnanti sui problemi comportamentali dei bambini raramente includono domande sull’abuso animale (es. Reynolds e Kamphaus, 1992). Sebbene sia improbabile che gli insegnanti vedano i loro alunni essere crudeli nei confronti degli animali, essi possono sentire parlare di questi atti o leggerne nei lavori scritti dagli studenti. Queste osservazioni indirette dovrebbero essere prese seriamente e servire da segnale per ulteriori valutazioni (Dwyer, osher e Warger, 1998)