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Frank Ascione
"Bambini e animali: le radici della gentilezza e della
crudeltà"
PREFAZIONE
Questo libro arriva in Italia in un momento propizio e in
un contesto culturale complessivamente pronto a comprenderne
il profondo significato ed importanza. Negli ultimissimi
anni si sono verificati infatti nel nostro paese alcuni
eventi che hanno favorito una maggiore comprensione del
rapporto bambino-animale e un più diffuso interesse
per questo rapporto. Ne elencherò alcuni in ordine
cronologico. Nel marzo 1997 presentavo a Roma al convegno
La violenza nella società contemporanea
una relazione che per la prima vota in Italia affrontava
il tema della crudeltà dei bambini nei riguardi degli
animali come indicatore potenziale di una situazione esistenziale
patogena e di futuri comportamenti antisociali.
Nel settembre 1998 il Prof. Frank Ascione teneva due seminari
in Italia, il primo organizzato dalla LAV Lega AntiVivisezione
allUniversità di Firenze e il secondo a Roma
presso il mio Istituto, sul rapporto tra violenza ai bambini,
violenza alle donne e violenza agli animali. Nellottobre
2004 si svolgeva a Roma il convegno Bambini e Animali.
Empatia e Crudeltà, che ho organizzato con
la collaborazione del Comune di Roma, Ufficio Diritti Animali,
a cui ha partecipato anche Frank Ascione e in cui ho presentato
alcuni risultati della prima ricerca in Italia, condotta
con Frank Ascione e Francesco Robustelli, sugli atteggiamenti
e i comportamenti dei bambini e degli adolescenti nei riguardi
degli animali.
Sempre nellottobre 2004 veniva stipulato un protocollo
dintesa tra il Ministero dellIstruzione e la
LAV per promuovere nelle scuole in ambito curriculare una
più profonda conoscenza della realtà biologica
ed etologica degli animali ed un maggiore rispetto nei loro
confronti. Naturalmente a favorire nel contesto culturale
italiano un più diffuso ed approfondito interesse
per il rapporto bambino-animale e, più in generale,
essere umano-animale hanno contribuito in maniera fondamentale
anche altri fattori, come, ad esempio, le campagne delle
associazioni animaliste, la presa di coscienza da parte
di numerosi veterinari del ruolo sempre più complesso
che la loro professione riveste nella nostra società,
alcuni recenti cambiamenti legislativi in materia di maltrattamento
agli animali, il concetto di unetica della cura nei
riguardi del mondo animale che il Comitato Nazionale per
la Bioetica ha sottolineato, limpegno costante di
molti educatori e la diffusione della pet-therapy.
Frank Ascione, che è professore presso il Dipartimento
di Psicologia della Utah State University, non ha bisogno
di molte presentazioni. Le pagine di questo libro, ivi comprese
naturalmente quelle relative alla ricchissima bibliografia,
ci offrono un quadro piuttosto esaustivo dei suoi interessi
scientifici, delle sue ricerche e delle sue attività
nellambito del rapporto essere umano- animale.
Frank Ascione è uno studioso attento e profondo dello
sviluppo psicologico del bambino e delladolescente
per quanto riguarda sia gli aspetti positivi (ad esempio,
lo sviluppo dellempatia, della moralità, della
prosocialità) che gli aspetti negativi (ad esempio,
laggressività, le condotte antisociali, la
crudeltà nei riguardi degli animali), come pure dei
fattori ambientali che possono ostacolare un adeguato evolversi
di questo sviluppo (ad esempio, labuso infantile e
la violenza domestica). Nel campo del rapporto essere umano-animale,
e in particolare degli aspetti problematici di questo rapporto,
ha ormai acquisito una fama internazionale, legata soprattutto
ai suoi numerosissimi articoli scientifici, ai suoi libri
e alla sua attività di relatore in molti paesi in
diverse parti del mondo. Ma la sua notorietà è
legata anche al ruolo che Frank Ascione riveste non solo
negli Stati Uniti ma anche in altri stati.
Come studioso del rapporto tra violenza agli animali,
abuso infantile, violenza domestica e violenza a persone
e cose in generale, il suo impegno infatti non è
rimasto circoscritto agli ambienti accademici ma si è
ampliato in modo sostanziale coinvolgendo ambiti diversi:
le forze politiche, la magistratura, la polizia, i veterinari,
gli assistenti sociali, le associazioni che si occupano
di violenza alle donne, le istituzioni che operano per la
protezione dei bambini e/o degli animali e gli educatori.
Quello di Frank Ascione è infatti un esempio molto
efficace di come i risultati della ricerca scientifica dovrebbero
essere resi noti e comprensibili allopinione pubblica
e tradotti in scelte politiche e sociali concrete.
Significativa a questo proposito è linterpellanza
presentata nel 1996 al Congresso degli Stati Uniti dal Senatore
William Cohen, divenuto poi Ministro della Difesa sotto
lamministrazione di Bill Clinton, in cui il senatore,
citando in particolare le ricerche di Frank Ascione sulle
comuni radici della violenza alle persone e agli animali,
chiedeva con forza che la crudeltà verso gli animali
fosse presa in più seria considerazione, attraverso
non solo un inasprimento delle pene ma anche e soprattutto
attraverso uno sforzo coordinato di vari settori della vita
sociale, da quello medico-psicologico a quello giuridico
e a quello educativo, per rimuovere le cause della violenza
sia negli autori della violenza che nellambiente in
cui essi vivono.
In questo libro lanalisi del rapporto bambino-animale
è particolarmente approfondita ed esaustiva. Vari
aspetti di questo rapporto sono presi in considerazione:
storici, psicologici, psichiatrici, sociologici, giuridici,
veterinari ed educativi. Di questi aspetti per motivi di
spazio metterò in evidenza solo alcuni punti, quelli
che mi sembrano più significativi per quanto riguarda
il rapporto essere umano-animale come viene percepito attualmente
nella realtà internazionale e in quella italiana
in particolare.
Uno dei personaggi citati da Frank Ascione nel suo excursus
storico sulle associazioni impegnate nella difesa dei diritti
degli animali (molte delle quali negli Stati Uniti sono
tradizionalmente impegnate anche nella difesa dei diritti
dei bambini) è George Angell, Presidente della Massachusetts
Society for the Prevention of Cruelty to Animals.
Angell condannava la crudeltà verso gli animali
di per sé, ma sottolineava anche lassociazione
tra violenza agli animali e violenza alle persone. Nel libro
viene riportata la sua risposta a chi gli chiedeva perché
impegnasse tanto del suo tempo e del suo denaro a parlare
di rispetto e compassione per gli animali quando cera
tanta violenza nei confronti delle persone: Io lavoro
alle radici. Questa frase, pronunciata nel 1884, è
più che mai valida anche oggi, soprattutto per due
motivi: è una risposta alle critiche che tuttora
vengono rivolte agli animalisti da una parte dellopinione
pubblica ed è una dichiarazione che sottolinea in
maniera inequivocabile il substrato fondamentalmente comune
di ogni forma di violenza, sia essa rivolta alle persone
che agli animali.
Questo substrato comune è legato essenzialmente
al modello di vita competitivo diffuso nella nostra società,
contraddistinta da una struttura prevalentemente gerarchica,
in cui il potere, e quindi la violenza, viene esercitato
dagli individui più forti nei confronti degli individui
più deboli, che sono in genere costituiti, ad esempio,
dai poveri, dai malati, dagli anziani, dalle donne, dai
bambini e dagli animali.
Un dato molto sconcertante che giustamente viene sottolineato
in questo libro è il disinteresse quasi totale fra
gli psicologi, in particolare fra gli psicologi delletà
evolutiva, e fra gli psichiatri per quanto riguarda il ruolo
che gli animali hanno per i bambini e per gli esseri umani
in generale. Questo disinteresse è durato praticamente
fino a pochissimi anni fa. Infatti solo recentemente la
psicologia ha cominciato ad affrontare tematiche come il
rapporto del bambino con la natura (che include anche la
presenza degli animali), gli effetti sullo sviluppo psicologico
del bambino di un rapporto positivo con il proprio pet e
lassociazione nel bambino tra crudeltà verso
gli animali e disagio psicologico.
Secondo Frank Ascione questo fatto è tanto più
sorprendente se si considera che, ad esempio, il tema della
violenza dei bambini e degli adolescenti nei riguardi degli
animali è stato affrontato negli ultimi tre secoli
da alcuni illustri pensatori. Nel libro vengono, tra laltro,
analizzate le quattro famose incisioni del 1751 di William
Hogarth intitolate Le quattro fasi della crudeltà.
Ma il rapporto del bambino con lanimale e, più
in generale, il rapporto dellessere umano con lanimale
è stato trattato in modo molto penetrante, come sottolinea
Frank Ascione, anche in numerosi testi letterari, alcuni
dei quali vengono citati.
Un aspetto molto interessante di questo libro è costituito
dal fatto che frequentemente, in particolare quando viene
presa in considerazione la violenza di cui sono oggetto
sia lanimale che il bambino, viene messo in evidenza
come il destino dellanimale spesso si identifica con
quello del bambino e viceversa. Talvolta è lanimale,
o meglio, il complesso delle misure adottate per proteggere
lanimale, ad essere usato come punto di riferimento
per proteggere il bambino. Altre volte invece sono alcune
conoscenze relative, ad esempio, alla violenza fisica sui
bambini a poter essere utilizzate per comprendere più
correttamente la violenza fisica sugli animali.
Un esempio del primo caso è quello che si riferisce
a Mary Ellen, una bambina di New York vittima di maltrattamenti
da parte dei suoi genitori adottivi, che fu salvata grazie
allinteressamento di una donna che aiutava le famiglie
povere, la quale chiese aiuto a Henry Bergh, il fondatore
dellAmerican Society for the Prevention of Cruelty
to Animals, in nome dellappartenenza della bambina
al regno animale, dato che le leggi per gli esseri umani
allora in vigore negli Stati Uniti (era il 1874) non permettevano
di intervenire in questi casi. Un esempio del secondo caso
è la possibilità di trasferire dalla pediatria
alla medicina veterinaria le conoscenze relative alla sindrome
del bambino battuto, descritta dal pediatra C. Henry
Kempe e dai suoi collaboratori nel 1962. Come alcuni studiosi
hanno rilevato, è necessario che i veterinari, come
i pediatri, siano in grado di riconoscere nellanimale
i segni clinici specifici di una situazione di maltrattamento
e che possano quindi denunciarla.
Ma bambini e animali sono anche talvolta legati nellambito
di una stessa famiglia, come drammaticamente è sottolineato
in questo libro, da un comune destino di vittime inermi
nelle mani di un membro violento della famiglia stessa.
Il caso della famiglia Thompson, citato da Frank Ascione,
è un esempio eloquente. Il padre, oltre a picchiare
violentemente la moglie anche alla presenza delle due figlie
ancora piccole, abusava sessualmente della maggiore fin
dallinizio della sua adolescenza ed, infine, torturava
ed uccideva i pet che vivevano nella loro casa. Ma, come
viene ricordato anche nel libro, ci sono casi di violenza
fisica e psicologica in ambito famigliare di minore gravità
rispetto a quello della famiglia Thompson (che si conclude
con luccisione del padre da parte delle due figlie),
ma che hanno comunque effetti molto negativi sulle vittime,
siano essi esseri umani o animali.
Si tratta soprattutto di quei casi di maltrattamento e,
soprattutto, di trascuratezza, che spesso nelle famiglie
coinvolgono sia i bambini che i pet e che raramente vengono
portati alla luce e ancor più raramente vengono affrontati
con strategie efficaci.
Sempre a proposito della crudeltà nei riguardi degli
animali e dello scarsissimo interesse che questo tema ha
avuto per psicologi e psichiatri, Frank Ascione ricorda
limportanza dellinclusione nella revisione della
3a edizione del DSM (Manuale diagnostico e statistico dei
disturbi mentali) del 1987 e soprattutto nella 4a edizione
del 1994 della crudeltà verso gli animali
tra i sintomi del disturbo della condotta, un disturbo che
si caratterizza fondamentalmente per la presenza di gravi
comportamenti antisociali.
Ma Frank Ascione mette anche in evidenza il lungo cammino
che rimane ancora da fare nella ricerca scientifica in questo
campo, in particolare per quanto riguarda la valutazione
dellincidenza della violenza verso gli animali nella
popolazione, la costruzione di strumenti adeguati per questa
valutazione, lo studio delle motivazioni sottostanti questo
comportamento che potrebbero facilitare lelaborazione
di una tipologia dei bambini e degli adolescenti violenti
nei riguardi degli animali, e la valutazione dellefficacia
degli interventi volti a prevenire e a ridurre la violenza
giovanile nei quali vengono utilizzati a questo scopo anche
gli animali.
Uno degli ambiti in cui Frank Ascione ha svolto ricerche
pionieristiche, che vengono presentate in questo libro,
è quello del rapporto tra violenza domestica, abuso
infantile e crudeltà nei confronti degli animali.
Anche in questo caso i risultati della ricerca scientifica
sono stati illustrati da Frank Ascione, perché vengano
tradotti in adeguate strategie di intervento, non solo alla
comunità scientifica ma anche a quei gruppi, quelle
associazioni e istituzioni coinvolte in queste problematiche,
come le associazioni femministe, le associazioni che si
occupano della protezione dei bambini, le associazioni animaliste,
gli assistenti sociali, i giuristi, le forze di polizia,
i veterinari e gli educatori.
Ma il libro si occupa in modo molto approfondito anche del
rapporto positivo del bambino con lanimale e degli
effetti che questo rapporto positivo ha sullo sviluppo psicologico
del bambino e in particolare sullo sviluppo dellempatia,
un potente inibitore dei comportamenti violenti. A questo
proposito Frank Ascione, citando anche altri studiosi, sottolinea
ripetutamente che non è la semplice presenza di un
pet a favorire nel bambino lo sviluppo di un atteggiamento
empatico nei riguardi di persone ed animali, ma che è
la qualità positiva del suo rapporto con il pet ad
essere correlata ad un atteggiamento empatico nei riguardi
degli altri.
Nel libro viene messo in evidenza molto puntualmente come
ladulto può efficacemente intervenire per aiutare
il bambino a capire laltro, essere umano o animale,
spiegandone le particolari caratteristiche ed esigenze e
gli effetti negativi che possono avere su di lui alcuni
comportamenti del bambino. Bambini anche molto piccoli,
se adeguatamente guidati, sono in grado di capire che un
animale è un essere vivente ed è capace di
sofferenza. Lintervento delladulto ha quindi
un ruolo fondamentale nello sviluppo di un atteggiamento
empatico e prosociale nel bambino. Frank Ascione inoltre
ricorda che il modo in cui in famiglia gli adulti trattano
il pet può modellare il comportamento del bambino
nei riguardi degli individui deboli e vulnerabili in genere.
Anche le paure irrazionali dei bambini nei confronti di
alcuni animali sono spesso il risultato dellapprendimento
di specifici atteggiamenti e comportamenti degli adulti.
Infine mi sembra utile sottolineare due particolari aspetti
concreti del rapporto bambino-animale dei quali si parla
in questo libro. Uno si riferisce al rischio che un cane,
che vive in famiglia, possa aggredire e mordere il bambino.
Per evitare questo rischio è importante informare
il bambino sulle caratteristiche biologiche e comportamentali
dellanimale ed insegnargli ad interpretare correttamente
nel cane i segnali indicatori del suo stato emozionale.
Laltro aspetto si riferisce alla curiosità
naturale del bambino nei riguardi della sessualità.
Lesplorazione degli organi genitali di un animale
da parte del bambino può costituire unutile
occasione per affrontare con lui il tema della sessualità.
Il ruolo delleducazione nel facilitare lo sviluppo
di un rapporto positivo del bambino con gli animali e gli
esseri umani è il filo conduttore di tutto il libro.
Frank Ascione giustamente ricorda come negli Stati Uniti
questo ruolo è tradizionalmente legato anche a quei
programmi educativi che vanno sotto il nome di humane
education, realizzati in ambito scolastico fin dagli
inizi del XIX secolo, che hanno lo scopo di insegnare ai
bambini e agli adolescenti a conoscere e a rispettare gli
esseri viventi, in particolare gli animali. Seppure molto
lentamente, questo orientamento pedagogico si sta facendo
strada anche nelle nostre scuole, come abbiamo visto a proposito
del protocollo dintesa tra il Ministero dellIstruzione
e la LAV, ma deve ancora penetrare in modo sostanziale nel
progetto educativo di molti insegnanti, soprattutto degli
insegnanti della scuola media e della scuola superiore.
Alcune importanti annotazioni di Frank Ascione, che dovrebbero
essere prese in seria considerazione anche nella realtà
italiana, possono interessare più specificamente
i legislatori e gli operatori del diritto. Nel libro infatti
viene ricordato che bambini vittime di abuso sono riusciti
più facilmente a riferire ai magistrati quanto avevano
subìto se avevano vicino un cane che poteva dare
loro tranquillità e sicurezza. Viene anche sottolineato
quanto sia importante far conoscere in ambito giudiziario
lassociazione tra violenza domestica, abuso infantile
e crudeltà verso gli animali. Queste conoscenze possono
essere utili non solo per capire più correttamente
le caratteristiche psicologiche di un individuo violento
con gli animali, ma anche per operare scelte più
adeguate in materia di affidamento dei figli a uno dei due
coniugi in caso di separazione legale e di affidamento dei
bambini nei casi di adozione.
In conclusione, questo libro può essere di grande
utilità soprattutto per coloro che operano nel campo
della psicologia, della psichiatria, della pedagogia, della
sociologia, del diritto e della medicina veterinaria, per
le associazioni animaliste, quelle che si occupano di violenza
ai bambini e quelle che si occupano di violenza alle donne,
per i funzionari di polizia, gli operatori sociali e i genitori.
Ma lidea sottostante il libro è che si debbano
costituire unalleanza e una collaborazione tra questi
gruppi perché solo in questo modo sarà possibile
affrontare efficacemente il problema della violenza nei
riguardi degli animali e il problema della violenza in generale.
Camilla Pagani
Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione
Consiglio Nazionale delle Ricerche
Roma
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