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Introduzione
Gli ultimi trentanni anni hanno testimoniato il sorgere
di uno spiccato interesse nei confronti della relazione
tra crudeltà verso gli animali, o abuso animale e
comportamento violento, specialmente tra i giovani perpetratori.
Per illustrare, uno studio recente Venderlin (2000) riportò
che, su 9 sparatorie avvenute negli Stati Uniti (da Moses
Lake, WA nel 1996, a Conyers, GA, nel 1999), 5 (il 45%)
perpetratori , degli 11 coinvolti avevano alle spalle una
storia di abuso animale. Lesempio meglio documentato
è stato il caso di Luke Woodham che, nellaprile
che ha preceduto lottobre del 1997 in cui ha ucciso
la madre e due compagni di scuola, torturò e uccise
il suo cane (Ascione, 1999).
Questo Bollettino riporta dati sulla ricerca psichiatrica,
psicologica e criminologica che collega gli abusi nei confronti
degli animali alla violenza agita e perpetrata da giovani
e adulti. Essa indirizza la sfida del definire labuso
su animali ed esamina la difficoltà di ottenere dati
accurati di incidenza e prevalenza di tale comportamento.
Esplora inoltre il rapporto tra abusi nei confronti degli
animali e disordini della condotta (conduct disorders, CD),
analizzando le motivazioni di bambini e adolescenti che
compiono questi abusi e considerando i contesti che possono
portare allemergere di tali comportamenti violenti.
Labuso su animali viene interpretato come sintomo
di un disordine psicologico. Sebbene qualche studio esamini
le connessioni neurobiologiche della crudeltà sugli
animali (vedi Look wood e Ascione, 1998), tale tema va oltre
lo scopo di questo report. Limportanza di includere
informazioni sullabuso su animali nella valutazione
di giovani a rischio di commettere violenza interpersonale
è enfatizzata in tutta la documentazione in seguito
presentata. A testimonianza di quanto sostenuto, è
inoltre fornita una lista di organizzazioni statunitensi
con programmi connessi al legame tra abuso su animali e
altri comportamenti violenti.
Questo bollettino non vuole suggerire che prestare attenzione
allabuso animale sia una panacea per rapportarsi alla
sfida di identificare ed indirizzare la violenza giovanile.
Il comportamento violento è multidimensionale, ha
multipli determinanti ed il suo sviluppo è ancora
oggi oggetto di ricerche scientifiche (Moffitt, 1997). Argomento
esplicito di discussione è invece come labuso
su animali ancora oggi riceva insufficiente o nessuna attenzione,
talvolta escluso esplicitamente (es. Stone e Kelner, 2000)
dai numerosi red flags, segni di avvertimento,
o comportamenti sentinella che possono aiutare a identificare
giovani a rischio di perpetrare violenza interpersonale
(relazione notata per la prima volta da Pinel nel 1809 in
giovani che si autoinfliggevano lesioni).
DEFINIZIONE DI CRUDELTÀ VERSO GLI ANIMALI
Tutti i 50 stati degli Stati Uniti hanno una legislazione
sugli abusi animali. La maggior parte degli stati la classifica
come misdemeanor offense (delitti di minore gravità),
in 30 stati inoltre per certe fome di crudeltà, sono
stati istituiti statuti a livello di felony (crimini di
maggiore gravità). Comunque, le definizioni legali
di abuso animale, e anche i tipi di animali che sono coperti
da questi statuti, sono diversi da stato a stato (Ascione
e Lookwood, 2001; Frasche t al., 1999; Lacroix,1998). comportamento
socialmente inaccettabile che causa intenzionalmente un
dolore non necessario, o sofferenza o di stress e/o la morte
di un animale (Ascione, 1993:228).
Per facilitare il compito di definire la crudeltà
nei confronti degli animali non umani si prendono in considerazione
alcuni aspetti comuni alla crudeltà nei confronti
dei bambini.
Categorie di maltrattamenti verso i bambini spesso includono
le seguenti forme di abuso: psicologico, sessuale, emozionale,
trascuratezza. Non è difficile produrre una sequela
di esempi nei quali gli animali hanno sperimentato ognuna
di queste forme di abuso. Tali forme di abuso comunque richiedono
ulteriori elaborazioni poiché dallesecuzione
allomissione che esse denotano possono variare in
forma e gravità.
Per esempio, labuso fisico può andare dal prendere
in giro alla tortura con gradazioni che in natura, possono
essere più soggettive che oggettive in base alla
prospettiva della vittima, dellaguzzino o di potenziali
osservatori.
The Compact Edition of the Oxford English Dictionary (1971,
p.114) include le seguenti caratteristiche attribuibili
a persone che mostrano crudeltà: disposta ad
infliggere sofferenza
indifferente verso sentimenti
di pena o piacere ricavabili dallangoscia di unaltra
persona
senza gentilezza o compassione
senza
pietà
dura di cuore
. Questa definizione
e versioni simili nel Random House Dictionary of the English
Language (1987, p.438), parlano tutte di dimensione affettiva
e comportamento di crudeltà.
Rispetto a definizioni che si riferiscono in modo specifico
alla crudeltà verso gli animali, Felthous e Kellert
(1987) definiscono sostanzialmente tale crudeltà
come uno schema di danneggiamento inflitto deliberatamente,
ripetutamente e gratuitamente, verso animali vertebrati
in modo tale da causare gravi effetti sulle vittime. Questa
definizione include una limitazione alle specie considerate
introducendo una dimensione quantitativa nella valutazione
del fenomeno (frequenza della crudeltà).
Brown (1988) definisce la crudeltà come sofferenza
inflitta gratuitamente e consapevolmente ad animali senzienti
(umani e non)
La sofferenza può essere una
sensazione di pena indotta da mezzi fisici o di angoscia
indotta da atti di forzata cattività, oppure da una
deprivazione materna. La crudeltà verso gli animali
ha vari tipi di forme ad esempio un atto commesso contro
lanimale oppure unomissione cioè la mancanza
di unazione come quella di garantire cibo, acqua o
riparo.
Sia Felthous e Kellert che Brown introducono i concetti
di deliberatamente e consapevolmente
fra le caratteristiche della crudeltà per escludere
atti che avvengono in modo accidentale.
Non è questo il caso della definizione data da Vermeulen
e Odendaal (1992) quando affermano che la crudeltà
sugli animali consiste in una: intenzionale, maliziosa
e irresponsabile tanto quanto una non intenzionale e ignorante
inflizione di dolore, sofferenza, deprivazione distruzione
o morte fisica e psicologica di un compagno animale dovuta
a singoli o ripetuti incidenti.
Sebbene sviluppare una vasta e accettata definizione della
crudeltà sugli animali sia un compito abbastanza
difficile la forma che ha avuto maggior riconoscimento in
tale senso è: La crudeltà verso gli
animali è un comportamento sociale inaccettabile
che intenzionalmente causa pena, sofferenza angoscia o morte
gratuita ad un animale. Ascione (1993)
Alcune elaborazioni sui termini utilizzati nella definizione
della crudeltà sugli animali possono essere utili
a tale scopo: Comportamento, include atti di
esecuzione (ad es. colpire un cane alla testa con una barra
dacciaio) e atti di omissione (ad es. deprivare un
gatto domestico del cibo). Socialmente inaccettabile
può in alcuni casi avere una connotazione genericamente
valida in tutte le culture (ad es. dare fuoco ad un uccello
vivo) mentre in altri casi si possono evidenziare vari modi
di giudicare tale accettabilità a livello culturale,
come accade ad esempio relativamente alla scelta delle specie
di mammiferi accettabili da utilizzare quali beni di consumo
umano. Intenzionale si riferisce ad atti di
esecuzione o omissione portati avanti volontariamente per
perseguire uno scopo a differenza di tutti quegli atti eseguiti
in modo inconsapevole e/o accidentale.
Dolore, sofferenza e angoscia, si riferiscono
molto spesso agli effetti nocivi di atti fisici condotti
su corpi di animali o in modo diretto o per mezzo di strumenti
o agenti (ad es. pistole, soluzioni caustiche, veleno).
Dolore, sofferenza e angoscia sono giudicati in base agli
schemi di risposta caratteristici di ogni specie. Il dolore,
la sofferenza e langoscia fisica, possono essere distinti
dalla pena, sofferenza, angoscia psicologica ed emozionale,
(ad es. mantenere un animale separato ma in prossimità
fisica del suo naturale predatore) sebbene entrambe le dimensioni
debbano essere considerate con la stessa attenzione . Comportamenti
passivi e manifestazioni di piacere quando si è testimoni
di episodi di crudeltà verso gli animali non sono
direttamente inclusi in tale definizione, comunque un bambino
che prova piacere nellassistere ad atti di crudeltà
nei confronti degli animali può pienamente essere
oggetto di tutti gli studi che sono stati condotti sullargomento
preso qui in considerazione.
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