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Interventi coordinati di prevenzione e cura
Negli Stati Uniti e in Gran Bretagna si sta realizzando
una collaborazione sempre più stretta tra gli operatori
che si occupano della cura e della protezione degli animali
e gli operatori che si occupano della cura e della protezione
dei bambini, e in genere di tutti gli individui che sono
oggetto di violenza. La collaborazione assume varie forme.
Ad esempio, per queste due categorie di operatori vengono
organizzati dei corsi sulla violenza nei riguardi sia degli
animali che delle persone. In questo modo, gli operatori
vengono addestrati ad individuare con maggiore sicurezza
casi di abuso perpetrati nei riguardi sia degli animali
che delle persone.
Diventa quindi più facile, per un veterinario o per
un operatore di un associazione animalista, allorché
constatano segni di maltrattamenti in un animale domestico,
rilevare leventuale presenza di maltrattamenti nei
riguardi delle persone nella famiglia in cui vive lanimale
e fare una segnalazione alle forze dellordine o ai
servizi sociali (nello stato del Colorado questa segnalazione
è obbligatoria per i veterinari). Daltra parte,
diventa più facile anche per gli operatori sociali
individuare eventuali casi di maltrattamento degli animali
domestici in quelle famiglie in cui è presente labuso
infantile e segnalarli alle autorità competenti (a
San Diego in California, in particolare, nei casi di abuso
infantile gli operatori sociali hanno lobbligo di
riferire sulle condizioni di salute e sul trattamento degli
animali domestici di quelle famiglie).
Negli Stati Uniti viene sempre più spesso raccomandato
ai magistrati e agli operatori che si occupano dei bambini
e degli adolescenti che sono stati crudeli nei confronti
degli animali di prendere in considerazione alcuni progetti
che prevedono interventi psicologici mirati.
In alcuni di questi progetti è previsto che i ragazzi
collaborino alla cura e alladdestramento di animali
che non vivono in una famiglia e che sono in attesa di essere
adottati. In altri progetti i ragazzi devono invece prendersi
cura di animali da fattoria che sono stati abbandonati o
maltrattati. Davidson (1998) scrive: <<Lo scopo di
questi programmi è quello di promuovere nei bambini
sentimenti di empatia ed aiutare quelli che hanno avuto
terribili storie di abuso o di trascuratezza a provare un
amore incondizionato e a prendersi cura senza alcun rischio
di qualcuno diverso da loro stessi>>.
Molti studiosi, daltronde, mettono in evidenza il
fatto che, se è vero che atteggiamenti e comportamenti
crudeli verso gli animali sono spesso associati ad atteggiamenti
e comportamenti aggressivi verso le persone, può
anche essere vero che atteggiamenti e comportamenti amorevoli
verso gli animali possono generalizzarsi ed estendersi agli
esseri umani.
Esistono negli Stati Uniti programmi educativi svolti come
parte integrante del curriculum scolastico che hanno lo
scopo di promuovere nei bambini atteggiamenti di rispetto
e comprensione nei confronti della natura e degli animali
in particolare. Anche in Italia è stato dato lavvio
a programmi di questo tipo e certamente esperienze del genere
sono destinate ad allargarsi.
La ricerca psicologica sta ora cercando di verificare se
tali programmi educativi siano in grado di sviluppare un
rapporto più positivo, e quindi più profonde
capacità empatiche, anche nei riguardi delle persone.
I primi risultati ottenuti in questo tipo di indagine, che
è solo agli inizi, sembra confermare questa ipotesi
(Ascione e Weber, 1996).
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