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Cosa può significare labuso su animali nei
casi di violenza domestica
Offesa alla persona i carnefici talvolta minacciano
di fare del male a un animale da compagnia per indurre la
donna a restare, o come un mezzo per punire la vittima che
ne sta andando, o come metodo coercitivo per farla tornare
a casa. Un violentatore può minacciare di fare del
male allanimale, o può fargli direttamente
del male per poi ammonire la vittima di essere la prossima
della lista.
Labuso ai danni degli animali può essere un
indicatore del fatto che la vittima rischia di trovarsi
in una situazione letale. Unazione ai danni di un
animale da compagnia perpetrata dal soggetto violento può
essere un chiaro segno di ciò che può capitare
alla vittima. Se il violentatore, di fatto, arriva a uccidere
lanimale, tale crimine può rivelare lintenzione
di infliggere delle ferite molto serie se non letali
alla sua vittima umana designata.
Offesa allanimale talvolta si sorvola
fin troppo sul benessere dellanimale. Le minacce del
violentatore conducono, talvolta, a vere e proprie ferite
ai danni degli animali. Per tacere delle molte uccisioni.
Importanza degli animali da compagnia per le vittime
di violenza domestica alcune vittime stabiliscono
un particolare legame simbiotico con i loro animali, soprattutto
le donne che si trovano isolate dal resto del mondo per
colpa dei loro carnefici. Gli animali offrono unottima
compagnia e possono anche essere parte integrante della
vita dei loro figli. Gli animali possono anche rivelarsi
un aiuto decisivo per la guarigione della vittima, nel lungo
periodo.
Impatto sulla decisione di agire per autodifesa
Una vittima potrebbe reagire più prontamente, con
unautodifesa, se sapesse che il maltrattatore è
perfettamente in grado di recarle lo stesso danno appena
inflitto allanimale.
Parlare a un avvocato o a un assistente sociale dellabuso
su animali
Un avvocato dovrebbe sempre chiedere se si hanno animali
e, in caso positivo, se i soggetti violenti li hanno minacciati
o hanno fatto loro del male. Dovrebbero anche chiedere se
gli animali hanno bisogno di uno speciale programma di protezione,
se si sta programmando di abbandonare il tetto sotto cui
vive il maltrattatore.
Perché parlare dellabuso ai danni degli animali?
Un buon avvocato sa riconoscere la connessione tra un abuso
(o la minaccia di un abuso) diretta a un animale e labuso
ai danni di un essere umano. È importante discutere
di questi argomenti perché di solito si può
fare qualcosa per proteggere lanimale, e le descrizioni
delle minacce o dei veri e propri abusi inflitti allanimale
aiuteranno lavvocato ad avere una visione più
circostanziata della situazione inerente alla persona.
Alcuni procuratori distrettuali collegano i maltrattamenti
nei confronti degli animali con la violenza domestica (New
York Daily News)
Di Roberto Santiago, giornalista del Daily News
Pubblicato originariamente sul New York Daily News, 5 Novembre
2000.
Trentacinque Newyorkesi, che non erano mai stati puniti
per aver picchiato i propri partner, sono attualmente in
prigione, o in terapia, perché hanno maltrattato
il proprio animale domestico.
Tutto questo si deve alla quasi sconosciuta partnership
che i procuratori distrettuali di Brooklyn e Staten Island
hanno creato con lunità di supervisione famigliare
della American Society for the Prevention of Cruelty to
Animals (Società americana per la prevenzione dei
maltrattamenti animali), un programma anti-violenze che
dal 1998 ha informato gli enti cittadini sul collegamento
esistente fra i maltrattamenti agli animali e la violenza
domestica.
Una persona che tortura o uccide un animale è
spesso violenta anche nei confronti delle persone
ha dichiarato il vice procuratore distrettuale Carol Moran,
che ha perseguito casi di violenza domestica negli ultimi
16 anni. Ne consegue che le condanne per maltrattamenti
agli animali permettono di mettere i soggetti che compiono
abusi in prigione o in terapia.
Da alcune ricerche condotte da diverse università
negli ultimi 5 anni è emerso che, fra i tanti risultati,
il 74% delle donne proprietarie di un animale (fra
le donne ospitate in case-rifugio) ha dichiarato che lanimale
è stato minacciato, ferito o ucciso dal proprio
abusatore.
Moran ha riportato il caso di un uomo che ha picchiato la
propria compagna per mesi. Quando lei ha deciso di lasciarlo,
lui le ha strappato il suo uccellino dalle mani, gli ha
spezzato il collo e ha gettato il corpo contorto ai piedi
della donna.
Ha sogghignato dicendo <se mi lasci, porta questo
con te!> ha aggiunto Carol Moran. Luomo è
stato accusato di maltrattamenti nei confronti degli animali,
un reato di classe A, punibile con una pena superiore ad
un anno di reclusione ma che solitamente viene patteggiato
con un periodo dai 3 ai 45 giorni. La donna si è
trasferita dai genitori, ha cremato il corpo delluccellino
e ha messo le sue ceneri nella propria camera. Tutti i proprietari
di animali hanno un legame molto forte con il proprio cucciolo
ma nelle vittime di violenza domestica è ancora più
accentuato, ha raccontato Carol Moran. Comunque,
luomo è entrato in casa dei genitori della
donna e ha rubato le ceneri delluccellino. I
genitori hanno insistito nelle accuse. L'ex fidanzato è
stato rinviato a giudizio per violazione di domicilio e
furto con scasso. Dovrà scontare tra i 5 e i 15 anni
di carcere.
Heidi Tannenbaum-Newman, sostituto procuratore distrettuale
a Staten Island, ha dichiarato che molti casi non si risolvono
con il periodo di incarcerazione ma con una necessaria terapia
per gli abusatori.
Come parte della loro condanna gli abusatori devono effettuare
12 sessioni con una psicologa, la dottoressa Stephanie LaFarge,
senior director dei servizi terapeutici alla ASPCA. "Sono
tutti riluttanti a sottoporsi alla terapia" ha detto
LaFarge. "Gli abusatori negano o minimizzano il reato,
ma dopo alcune sessioni la verità viene fuori - e
la verità è che hanno ucciso l'animale del
proprio partner per causare loro un forte dolore emotivo.
E l'hanno fatto perchè sentivano di non poter più
controllare il proprio partner come succedeva in precedenza."
Nei due anni passati, ha dichiarato LaFarge, ha avuto in
cura 31 uomini e 4 donne di età compresa fra i 16
e i 61 anni, ma la terapia non si è rivelata particolarmente
efficace quando gli abusatori erano adolescenti. "12
sessioni, 50, 300 sessioni non sarebbero mai abbastanza",
ha aggiunto LaFarge, che ha sottolineato come l'assassinare
un animale è un "reato di prova" per i
giovani. Diventano immuni alle torture e all'uccisione di
animali prima di passare agli esseri umani. La coordinatrice
Susan Urban e LaFarge stanno cercando di organizzare un
programma di 26 settimane che dovrebbe insegnare ai condannati
per maltrattamenti agli animali o violenza domestica ad
rendersi delle responsabilità derivate dalle proprie
azioni.
Dovrebbe subentrare quando la terapia termina, ha detto
Urban, i cui dati provengono dagli uffici dei procuratori
distrettuali, dalla Family Court (la corte che si occupa
dei crimini legati alla famiglia e ai giovani) e da altri
enti cittadini. "Sarebbe un modo di riconoscere la
loro violenza e di cercare una maniera per porre fine ad
essa."
© 2000 Daily News, L.P.
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