Psychologists for the Ethical Treatment of Animals (Psyeta) (Psicologi per il trattamento etico degli animali) riconosce lo stretto legame esistente fra gli abusi sugli animali e sugli esseri umani, come dichiarato nell’articolo "'Beyond violence: the human-animal connection" ("Dietro la violenza: il legame umani-animali")

Una prova indiscutibile del legame fra gli abusi sugli animali e la crudeltà umana è data da un articolo del dicembre 2001 che riportava dettagliatamente che "quando era un ragazzino, Wayne Garrison, aveva pregato sua nonna di comprargli un coniglio. Lei l’aveva accontentato ma la mattina dopo l’animale era già morto. Garrison gli aveva spezzato il collo. Bisogna aggiungere che Garrison "aveva quasi tagliato" la testa di un cane con un coltello e utilizzava un bastone contro le galline "fino a quando erano moribonde".

Alcuni anni dopo, a 42 anni, e dopo il ritrovamento delle parti del corpo di Justin Wiles, 13 anni, Garrison è stato arrestato e condannato il 3 dicembre 2001 per l’omicidio del ragazzo. L’articolo cita anche "la morte di altri due bambini uccisi con le sue stesse mani".

I casi di persone che abusano di animali ed esseri umani non sono un fenomeno nuovo. Ad esempio, quando l’agente di polizia Stewart Evans e il giornalista Paul Gainey hanno analizzato gli omicidi a scopo sessuale, hanno citato il caso di Peter Kurten, arrestato nel 1931 dopo nove omicidi e numerosi tentati omicidi. Le sue vittime includevano sia esseri umani — uomini, donne e bambini — e animali. Sceglieva gli animali quando non c’era nessuna vittima umana disponibile. Gli scrittori hanno sottolineato che Kurten "raggiungeva l’orgasmo quando tagliava la gola della vittima o affondava il coltello".

Nel 2002 , il St. Louis Post-Dispatch riportava che le prove che legano chi abusa di animali e persone stanno aumentando. Dopo aver citato alcuni esempi, l’articolo riporta che alcuni membri della Humane Society of the United States, che si occupano di abusi sugli animali, e alcune persone che lavorano con le vittime di abusi famigliari, "dicono che hanno capito l’esistenza del legame da molto tempo" e che "le persone che feriscono gli animali sono più predisposte a farlo sulle persone".

Sono cominciati alcuni workshop che esaminano il legame fra gli abusi sugli animali e i maltrattamenti di esseri umani. Gli incontri sono cominciati dopo che alcuni membri della Humane Society si sono occupati di del caso di tre cuccioli chiusi in un condotto: "quando si sono recati sul posto hanno notato che il proprietario dei tre cani non era molto interessato a loro, e che c’era un neonato sporchissimo. Il bambino girovagava in una casa senza elettricità, acqua, e feci che imbrattavano i muri e sparse nel seminterrato e nel giardino".

Dopo che uno degli agenti della Humane Society ha contattato il dipartimento dei servizi sociali per comunicare cosa aveva visto è cominciata una serie di contatti fra i due uffici. E’ stato così che la Humane Society ha deciso che sarebbe stato molto più vantaggioso "unire le proprie risorse e condividere le informazioni".

In seguito, nel maggio 2000, il primo workshop, chiamato "La rete dei maltrattamenti", è stato tenuto, e frequentato, da forze dell’ordine e da impiegati dei servizi sociali. Successivi incontri si sono tenuti sull’evidente riprova che il legame tra i maltrattamenti sugli animali e sulle persone era ormai ben evidente.

L’articolo riporta anche dettagliatamente come il 21% dei casi di cui si è occupata la Humane Society comprendesse anche la violenza domestica e che il 70% degli abusatori sugli animali aveva già commesso almeno un reato, inoltre quasi il 40% aveva commesso violenza contro le persone.

A questo è seguito nell’aprile 2002 un articolo sul The Baltimore Sun che cominciava dicendo che "ricercatori della polizia giudiziaria lo sapevano da anni: i bambini che feriscono e torturano gli animali spesso si trasformano in adulti che aggrediscono le persone". L’articolo riportava dettagliatamente notizie sulla "First Strike Campaign", "nata 5 anni prima come programma per l’educazione delle persone sul legame fra gli abusi sugli animali e la violenza contro gli esseri umani".

Ad una conferenza organizzata a seguito della campagna il pubblico comprendeva ufficiali addetti al controllo animali, poliziotti, assistenti sociali e attivisti che avevano lavorato con casi che collegassero gli abusi sugli animali alla violenza contro gli esseri umani. Inoltre "ognuno dei presenti ha portato lo stesso messaggio: il benessere degli animali e quello degli esseri umani vanno a braccetto".
Nello stesso mese, un articolo del
The Toronto Sun riportava che "i peggiori criminali hanno alle spalle storie di violenze sugli animali" e che l’FBI "ha mostrato a lungo il legame esistente fra la precoce violenza sugli animali e i futuri comportamenti violenti".

Le parole del detective Gordon Scott che ha condotto una indagine della polizia in un caso di abusi estremi sugli animali, sono state citate perché riportavano che questi incidenti "dovrebbero essere un segnale d’allarme" dato che "gli abusi sugli animali sono uno dei tre bracci del <triangolo omicida> che, generalmente, indica la propensione di un soggetto alla violenza interpersonale". Gli altri indicatori sono la piromania e la devianza sessuale.

Nell’agosto del 2002 un articolo apparso sul The Sentinel and Enterprise parlava della sempre più crescente preoccupazione circa i maltrattamenti nei confronti degli animali da parte degli adolescenti e il suo legame con i comportamenti anti-sociali e l’inclinazione alla violenza. Faceva riferimento al secondo bollettino annuale sulla violenza nei confronti degli animali emesso dalla Humane Society of United States (HSUS) che sottolineava questo legame e riportava le parole del creatore della "First Strike Campaign", organizzata dalla HSUS, che ha dichiarato che gli abusi sugli animali "possono essere il primo passo verso una vita di violenza". Ha inoltre aggiunto che era sempre più evidente che gli abusi sugli animali possono essere considerati "il primo passo verso una successiva escalation di violenze". E’ stato sottolineato inoltre che gli abusi sugli animali "possono essere un segnale indicatore per abusi sui minori o disturbi mentali che necessitano di una cura".

L’articolo poneva l’attenzione anche su di un bollettino emesso dall’ufficio federale del Massachusetts che si occupa della giustizia minorile e della prevenzione della delinquenza (Massachusetts federal Office of Juvenile Justice and Delinquency Prevention). Il bollettino elencava il numero di studenti frequentanti il college che avevano ammesso di aver abusato di alcuni animali. E’ necessario sottolineare che "coloro che hanno riferito questi comportamenti erano anche più predisposti ad accettare le punizioni corporali dei bambini o che un marito schiaffeggiasse la propria moglie". Di conseguenza "lo studio suggerisce un legame fra gli abusi sugli animali e l’accettazione di determinati comportamenti in relazioni a queste attività".

La ricerca riportava anche dettagliatamente i risultati di una inchiesta su donne che avevano subito maltrattamenti che avevano abbandonato la propria abitazione per paura di ulteriori aggressioni. Di queste donne che possedevano un animale domestico, il 71% ha dichiarato che il proprio partner "aveva minacciato, ferito, o ucciso uno o più animali domestici" .

Da un’altra inchiesta condotta su 100 donne che vivono in case rifugio e altre 117 che non erano state picchiate è emerso che il 54% delle donne maltrattate ha dichiarato che il proprio partner aveva ferito o ucciso uno o più animali domestici mentre solo il 5% delle donne non maltrattate hanno riportato episodi simili.

Risulta inoltre evidente che l'atto di abusare degli animali può essere associato con un comportamento profondamente disturbato e/o disordini di tipo psicologico, e che gli abusi sugli animali sono spesso associati all'abuso di esseri umani.

Un articolo intitolato "I maltrattamenti sugli animali collegati alla violenza sulle persone" ("Animal cruelty tied to violence against people"), pubblicato nel 2002, provvede ad una ulteriore conferma di questo legame; ha anche sottolineato come la violenza sugli animali dovrebbe essere considerata come un segnale di instabilità mentale.

L'articolo si riferiva a come Joseph T. Austin "era soddisfatto dalle torture e le uccisioni degli animali" e narrava come avesse adescato e ucciso Heather Lee Armijo, 20 anni, di Belmar. L'articolo riportava le parole di William P. Cunningham, Senior Assistant Ocean County Prosecutor, che ha dichiarato che Austin era una di quelle persone che tipicamente "evolvono dalla blanda violenza contro gli animali - calciare un cane in una giornataccia - fino a godere dell'uccisione e tortura degli animali e concludere uccidendo gli esseri umani".

Nell'articolo si parlava anche del fatto che sia l'accusa che altre persone hanno dichiarato che è necessario "ricercare segnali di abusi sugli animali" nei bambini e, se sono presenti, "aiutare immediatamente" i bambini. Veniva riportato anche che "la violenza sugli animali e la violenza giovanile hanno un legame molto forte, secondo un rapporto emesso a settembre dal professor Frank R. Ascione, della Utah State University, e pubblicato dall'ufficio federale per la giustizia giovanile e la prevenzione della delinquenza". Lo studio sottolineava come nelle sparatorie avvenute nelle scuole fra il 1996 e il 199 "5 degli 11 ragazzi che hanno sparato avevano alle spalle storie di abusi sugli animali". Inoltre quando l'FBI ha interrogato 36 persone legate a molteplici omicidi "un terzo ha dichiarato che aveva torturato o ucciso animali durante l'infanzia [e] quasi la metà ha dichiarato di averlo fatto durante l'adolescenza".

L'articolo forniva anche due ulteriori esempi. Il primo, quello di Samuel Manzie di Jackson, che aveva ammesso di aver torturato un cane e un gatto e di aver aggredito a scopo sessuale e ucciso, a soli 15 anni, Edward Werner, di 11 anni. Il secondo esempio era quello di Luke Woodham, un sedicenne del Missouri. Woodham ha scritto di aver picchiato con un "complice" Sparkle, una cagnolina, e ha commentato: "non dimenticherò mai i latrati che faceva; sembravano quasi umani". La cagnolina è stata poi bruciata viva con un liquido infiammabile e secondo le stesse parole di Woodham "poi l'abbiamo messa dentro un sacco e l'abbiamo buttata in uno stagno vicino. Abbiamo guardato il sacco affondare. Era bellezza allo stato puro". Non molto dopo Woodham ha ucciso la propria madre e si è recato a scuola dove ha sparato a due studenti uccidendoli, per il cui omicidio e' stato condannato a due ergastoli.

Il direttore esecutivo della Associated Humane Societies del New Jersey ha dichiarato "la violenza sugli animali è la radice di un problema sociale maggiore". Si sottolinea anche che il Governatore Donald T. DiFrancesco ha firmato una legge nell'agosto del 2001 che fa in modo che "la tortura, la mutilazione e l'uccisione inutile di animali siano considerati reati". Inoltre la legge prevede un'assistenza psicologica per i giovani che commettono abusi sugli animali.

Un altro articolo pubblicato nel 2002 da Ohio.com affrontava il problema del rapporto fra i giovani e la violenza sugli animali. Parlava anche in maniera dettagliata di una gamma di reati commessi da adolescenti negli Stati Uniti, ad esempio "tre gatti mutilati con un coltello, poi fatti a pezzi con un'ascia, un lama domestico picchiato fino alla morte con una mazza da golf, un cane randagio smembrato, tre procioni massacrati con una mazza da baseball".

L'articolo spiegava come questo comportamento stia ora "richiamando sempre più l'attenzione, della polizia, dei procuratori, degli psicologi e dei gruppi animalisti". Tutto questo perché, commentava uno psicologo, "la violenza sugli animali può essere uno dei primi segnali che mettono in guardia su di un futuro comportamento aggressivo e violento".

L’organizzatore di una campagna della Humane Society per aumentare l'attenzione verso il legame tra gli abusi sugli animali e la violenza umana ha dichiarato: "spesso questi bambini hanno sperimentato essi stessi la violenza, o sono stati testimoni di una violenza, e devono affrontare molti problemi emotivi".

Questo nuovo intervento, come altri, conferma che c'è un legame fra la violenza sugli animali e i disturbi psicologici e che certi comportamenti dovrebbero essere considerati come un segnale che qualcuno potrebbe essere una minaccia per la società.

    N.B. I nomi di alcune delle persone menzionate qui sopra, che sono state condannate perché colpevoli di omicidio, appaiono scritti diversamente a seconda della fonte a cui si fa riferimento.

Le fonti scritte reperibili sull’argomento comprendono:


American Humane Association. (1993). 'Protecting children and animals: An agenda for a nonviolent future' (Englewood, CO: American Humane Association).

American Humane Association. (1995). 'The cycle of violence to children and animals' (Englewood, CO: American Humane Association).

Ascione, F. R. (1997). 'Battered women's reports of their partners and their children's cruelty to animals', Journal of Emotional Abuse, 1.

Ascione, F. R. (1993). 'Children who are cruel to animals: A review of research and implications for developmental psychopathology', Anthrozoos, 6 (4), 226-247.

Ascione F. R. and Arkow P., Child Abuse, Domestic Violence, and Animal Abuse (this is 'an interdisciplinary sourcebook of original essays that examines the relations between animal maltreatment and human interpersonal violence').

DeViney, E., Dickert, J., and Lockwood, R. (1983). 'The care of pets within child abusing families', International Journal for the Study of Animal Problems, 4, 321-329.

Hellman, D. S., and Blackman, N. (1966). 'Enuresis, firesetting, and cruelty to animals: A triad predictive of adult crime', American Journal of Psychiatry, 122, 1431-5.

Kellert, S. R., and Felthous, A. R. (1985). 'Childhood cruelty toward animals among criminals and noncriminals', Human Relations, 38, (12), 1113-1129.

Ressler, R. K., Burgess, A. W., and Douglas, J. E. (1988). Sexual homicide: Patterns and motives (Lexington, MA: Lexington Books).