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BRENDA SPENCER
Il 29 gennaio 1979, la sedicenne Brenda Spencer uccise
due persone e ne ferì altre nove, aprendo il fuoco
da casa sua fino allentrata della scuola elementare
Grover Cleveland che si trovava dallaltra parte della
strada. Brenda era armata di un fucile calibro 22 avuto
per Natale da suo padre. Le due vittime furono il preside
Burton Wragg e il custode Mike Suchar. Otto studenti e un
agente di polizia furono feriti. Il caso Brenda Spencer
è il primo di una serie tristemente lunga di assalti
a edifici scolastici. La ragazza si dichiarò colpevole
di assassinio di primo grado e di aggressione con arma da
fuoco, e ricevette due condanne da 25 anni allergastolo.
Alla domanda perché lavesse fatto, rispose:
Semplicemente, non mi piacciono i lunedì.
A quel tempo disse anche ai negoziatori: È
stato molto divertente vedere le pallottole che raggiungevano
i bambini.
Brenda che soffre di epilessia e depressione
disse a unudienza nellaprile del 2001 che si
sentiva responsabile delle molte sparatorie allinterno
di scuole seguite al suo improvviso attacco del 1979. So
che dire che mi dispiace non aggiusta le cose, disse,
e aggiunse che avrebbe voluto non fosse mai successo. Ma
aggiunse: A ogni sparatoria in una scuola, sento di
essere parzialmente responsabile. E se hanno davvero preso
lidea da quel che ho fatto io?
Spencer sostenne che la sua violenza sorse da una vita domestica
di abusi: suo padre lha picchiata e violentata per
anni. Non ne ho mai parlato prima dora,
disse. Ho dovuto condividere il letto con mio padre
fino alletà di 14 anni. Suo padre, Wallace
Spencer, non ha mai parlato pubblicamente del caso. Brenda,
ora trentaseienne, disse alludienza che il fucile
era un regalo di Natale di suo padre. Chiesi una radio
e lui mi comprò un fucile, disse. Alla domanda
se sapeva perché lui lavesse fatto, disse:
Sentii come se lui volesse che mi ammazzassi.
Disse anche che pensava di aver sparato nella scuola nella
speranza che la polizia la uccidesse alla fine dellassedio.
Mi era andato storta con tutti gli altri tentativi
di suicidio. Pensai che se avessi sparato ai poliziotti,
quelli mi avrebbero sparato.
Lavvocato Richard Sachs del distretto di San Diego,
che in tribunale ricoprì il ruolo dellaccusa,
ha detto che il suo crimine resta impensabile,
e ha espresso la propria opinione sul perché lei
labbia fatto. Probabilmente lei era ed
è tuttora una persona profondamente infelice,
ha detto Sachs. Ma il suo modo di avere a che fare
con linfelicità era di spargerla tutto attorno.
Sachs ha notato che dopo linterruzione di una relazione
con unaltra donna in prigione, Spencer ha riscaldato
un fermaglio e lha usato per tatuarsi sul petto le
parole coraggio e orgoglio. Spencer
ha detto che era solo un tatuaggio, ma Sachs ha replicato
sostenendo che questo mostrava una chiara incapacità
di gestire lo stress e uninclinazione ad agire spinta
dallira.
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