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ZOOANTROPOLOGIA
R.Marchesini
Fondamenti di Zooantropologia
Alberto Perdisa Editore
La zooantropologia applicata rappresenta unimportante
area di attività nella costruzione della relazione
uomo-animale e nellutilizzo a scopo beneficiale della
referenza animale. In questi anni il metodo zooantropologico,
ha conosciuto una forte penetrazione in molti ambiti accademici
e nellarea dei servizi. Lo stesso termine zooantropologia
non ha più quel connotato misterioso ed esoterico
che la relegava esclusivamente allambito dello studio
e della formulazione di teorie sul rapporto uomo-animale.
La zooantropologia applicata è in effetti una disciplina
in tutto e per tutto concreta che lavora sulla relazione
uomo-animale e lo fa in un modo specifico, ossia con peculiari
criteri, leve e strumenti di intervento e applicazione.
Lapproccio zooantropologico ha dato il via a unautentica
rivoluzione grazie ai concetti di referenza animale e di
indirizzo dimensionale della relazione e questo ancora oggi
non è pienamente compreso.
Da qui limportanza di un saggio che consenta di focalizzare
meglio la struttura metodologica della disciplina dando
vita a un nucleo di prassi operative applicabili sia nellambito
della consulenza di pet-ownership (dal pet training alla
sistemica relazionale) sia nellambito dellutilizzo
beneficiale della referenza animale (dalla zooantropologia
didattica alla pet therapy). La zooantropologia ha modificato
il modo di guardare lanimale e di fondarne la presenza
nella società umana onde favorire e allargare i processi
di partnership e far conoscere il valore sociale di questo
rapporto. Di certo lo sviluppo di una comunità di
professionisti (veterinari, psicologi, educatori, pet trainer,
etc.) che operano secondo lapproccio zooantropologico
sta modificando il profilo della richiesta-proposta con
cui il mercato stesso si trova a doversi confrontare.
Nei prossimi anni sarà sempre più chiara
e riconoscibile la differenza tra chi opera con il metodo
zooantropologico (relazionale-referenziale) e chi è
rimasto a coordinate performative, surrogatorie e di utilizzo
dellanimale. Le trasformazioni metodologiche impresse
dalla zooantropologia non sono intuitive, vanno conosciute
perché si discostano notevolmente dai concetti tradizionali;
il presente saggio si propone di colmare queste lacune e
offrire degli strumenti operativi a tutti coloro che a diverso
titolo intendono occuparsi di relazione uomo-animale.
R.Marchesini
Canone di Zooantropologia Applicata
Ed.Apeiron
Lavorare in pet therapy o nella didattica, impostare un
progetto di educazione e istruzione del cane, offrire una
consulenza nelle aree delladozione e della corretta
impostazione del legame con il pet richiedono prima di tutto
una riflessione sul concetto di relazione uomo-animale.
Quali sono le caratteristiche di questo incontro e come
intervenire per portare a eccellenza e valorizzare il nostro
rapporto con gli animali? A queste domande la zooantropologia
applicata offre un metodo risolutivo del tutto nuovo e rivoluzionario
impostato su principi guida rispettosi dellanimale
e della soggettività della persona. Il Canone di
Zooantropologia Applicata si propone come un prezioso manuale
in grado di riassumere in una concisa serie di articoli
le caratteristiche del metodo zooantropologico analizzando
gli argomenti specifici della zooantropologia. Questo manuale
è pertanto rivolto a quanti desiderano avere uno
strumento in più per allargare il proprio orizzonte
di relazione con il mondo degli animali.
R.Marchesini
Lineamenti di Zooantropologia
Calderoni Ed agricole, Bologna 2000
La parola "zooantropologia" ha un'origine abbastanza
recente, benché l'argomento a cui si riferisce, ovvero
il rapporto tra l'uomo e l'animale, si perda nella notte
dei tempi, quasi a connotare l'intera storia dell'uomo.
Nel nostro paese l'uso corrente di termini come "zooantropologia"
e "zooantropologo" (che identifica chi si occupa
per statuto di questa relazione al fine di studiarla, comprenderla
in tutti i suoi aspetti e articolazioni e infine offrire
una consulenza per migliorarla) si può far risalire
alla seconda metà degli anni Ottanta. Scopo della
zooantropologia è l'analisi del rapporto uomo-animale
in tutte le sue componenti, mirando a renderne più
comprensibile la struttura, i fattori che lo regolano e
le diverse tipologie riscontrabili nella nostra società,
le possibili devianze e i rischi connessi.
Conoscere l'ampia gamma di rapporti e di rimandi che ci
legano all'alterità animale è molto importante,
perché offre un piano articolato di interpretazione
circa il nostro bisogno di riferirci all'animale per costruire
universi simbolici, per definire la nostra stessa umanità,
per ritrovare un'alleanza con la natura, per migliorare
le interazioni con i nostri animali domestici, etc. La zooantropologia
teorica studia peraltro anche il significato biologico del
rapporto uomo-animale, nelle sue prestazioni e nella sua
evoluzione. Esiste poi un ambito della zooantropologia che
si propone di realizzare progetti atti a valorizzare le
opportunità insite nella relazione con l'animale
e contemporaneamente contenerne i rischi o, più genericamente,
i problemi. Questo ambito della disciplina prende il nome
di zooantropologia applicata. Conoscere i due termini del
rapporto - e quindi in ultima analisi i bisogni dell'uomo
e le caratteristiche degli animali - facendo riferimento
alle specifiche tipologie di utilizzo e/o di convivenza,
è indispensabile per saperli sposare, evitando frustrazione
nell'uomo e sofferenza nell'animale, e ottimizzarne la reciproca
congruità.
Claudio Tugnoli
Zooantropologia. Storia, etica,
pedagogia dellinterazione uomo/animale
Ed Franco Angeli
Le fiabe popolari a ogni latitudine rappresentano la trasformazione
dell'uomo in animale come una punizione di qualche vizio
ostinato. Dalle Metamorfosi di Apuleio al Pinocchio di Collodi
trovarsi nel corpo di un animale è un'esperienza
triste e persino terribile. La credenza nella metempsicosi
in ogni epoca e civiltà ha inserito l'esistenza individuale
in un ciclo di trasformazioni animali concepite e vissute
come un castigo e insieme un cammino di riscatto. Ogni animale
è così identificato con una qualità
morale. La trasformazione in animale suscita orrore, ma
presuppone al tempo stesso una familiarità e una
comune natura tra tutti gli esseri viventi. L'uomo può
estraniarsi nell'animale solo perché riconosce in
quest'ultimo un altro se stesso . Lo stesso Aristotele assegna
un'anima agli animali, anche se inferiore. La solidarietà
un po' misteriosa che unisce tutti gli esseri viventi è
percepita come un fatto sempre più evidente e la
nozione di alterità si è allargata dalla famiglia
al clan e all'intera umanità.
Ma non basta. Il passo successivo è l'obbligo di
riconoscere la natura comune, il comune destino e il comune
significato che lega l'uomo a ogni altra creatura della
terra. L'etica animale va oltre il limite rappresentato
dalle relazioni umane. La nuova etica accoglie il principio
del rispetto della vita come tale e mette in discussione
la visione antropocentrica per la quale l'uomo è
l'essere più importante di ogni altra forma di vita.
La nuova etica della responsabilità, che si fonda
sul rispetto per la vita, restituisce al rapporto tra uomo
e uomo tutta la sua profondità e intensità.
La vera etica è universale in un senso non kantiano;
essa esprime l'impegno a conservare e migliorare l'esistenza
di ogni alterità concreta. "Tutto ciò
che è etico, scrive Albert Schwcitzer deriva da un
unico principio di moralità, cioè la conservazione
e lo sviluppo della vita al massimo livello attraverso il
perfezionamento spirituale e morale di noi stessi".
Roberto Marchesini
Post-Human
ed Bollati Boringhieri 2002
Da alcuni anni, diffusamente si parla di un processo di
erosione da cui una supposta linea di demarcazione tra il
biologico e il tecnologico sembrerebbe essere investita,
e relativamente al quale la nostra specie si porrebbe sia
in quanto luogo, tra gli altri, della sua realizzazione,
sia in quanto suo agente generatore. La causa di tale processo
è ravvisata nellennesima accelerazione prodottasi
nello sviluppo del polo scientifico-tecnologico, dovuta
allemergere di una rete di connessioni tra gli strumenti
infotelematici e quelli biobiogegneristici. Con le possibilità
sinergicamente offerte da questi due settori, infatti, il
tecnologico sembra ipertroficamente crescere dentro e fuori
di noi, prefigurandoci, da un lato, unimmersione sempre
più spinta in un ambiente sintetico, dallaltro
lato, la sua penetrazione nel nostro organismo fin a livello
molecolare, sotto specie di artefatti di dimensioni nanometriche.
Da Moravec a Rifkin, da Stelarc a Kurzweil, per indicare
solo alcuni nomi tra quanti hanno condotto le loro riflessioni
su tale terreno, sono state delineate ipotesi su un possibile
superamento dei limiti posti dal biologico per mezzo di
una sua fusione con il tecnologico, e si tracciano oramai
scenari evolutivi post-biologici.
In questo modo, come è spesso accaduto nel nostro
passato, è venuto a crearsi un quadro di attese,
variamente connotato da timori o entusiasmi, prodotto dallevoluzione
tecnologica. Tuttavia, il complesso ed esteso dibattito
culturale ad esso riconducibile ha dato spesso, se non di
regola, per scontata unopposizione concettuale la
quale necessita oggi di essere meno dogmaticamente e ideologicamente
valutata: lopposizione natura-cultura.
Se, infatti, si assume tale coppia in termini di sovrapposizione,
anziché di opposizione, il processo di erosione tra
il biologico e il tecnologico, da molti considerato in atto,
si connota di un diverso significato. il libro ha tra i
suoi meriti, innanzitutto, quello di riconsiderare la coppia
concettuale natura-cultura al di fuori dellopposizione
nella quale da una lunga tradizione di pensiero è
stata relegata. Natura e cultura, sostiene lautore
in apertura di questo saggio, che brillantemente si pone
al crocevia di numerosi ambiti disciplinari, vanno intesi
solo strumentalmente in rapporto di opposizione. Nel caso
contrario, aggiunge, non risulta possibile "spiegare
i feedback delle acquisizioni tecnologiche sul sostrato
organico delluomo".
Maria Antonietta La torre (a cura di)
Antropocentrismo e Biocentrismo
Due paradigmi a confronto
Hybris , neobiologie collana diretta da Marchesini
La crescente sensibilità per lequilibrio del
sistema-terra e la diffusa preoccupazione per lo stato di
salute del pianeta si accompagnano a un ripensamento dei
principi e degli orientamenti che guidano le scelte politiche,
economiche ed etiche delle comunità umane. La fiducia
nelle potenzialità e nei successi della scienza e
della tecnica ha spesso impedito di valutare le conseguenze
che nel lungo periodo un impiego dissennato delle risorse
avrà sul destino dellumanità, degli
altri esseri viventi e del mondo naturale nel suo insieme.
Alla natura è stato spesso riconosciuto soltanto
un valore quantificabile e monetizzabile connesso al suo
uso, ma è ancora possibile misurare il progresso
avendo come unici parametri i bisogni delluomo contemporaneo
e il suo desiderio di accrescere in maniera illimitata il
benessere materiale?
Questo volume affronta tale questione con lintento
di porre in luce le contraddizioni di un atteggiamento culturale
che mette a repentaglio la salute delluomo, la sopravvivenza
delle altre specie e il futuro del pianeta, e lo fa prendendo
in esame la possibile alternativa tra antropocentrismo e
biocentrismo, ossia tra una concezione del mondo che teorizza
strategie di condotta giustificabili unicamente dal punto
di vista delluomo e una prospettiva più ampia
che pone al centro dellinteresse lequilibrio
complessivo dellecosistema e la vita in quanto tale,
in una visione della natura non esclusivamente strumentale.
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