OLOCAUSTO UMANO- NON UMANO


Charls Patterson
Un’eterna Treblinka: il massacro degli animali e l’olocausto
Editori Riuniti
Un’eterna Treblinka analizza, sulla base di un’ampia documentazione, la radice comune dello sfruttamento umano e animale, attraverso lo studio delle incredibili ma innegabili somiglianze tra il modo in cui i nazisti trattavano le loro vittime e il modo in cui, nella società attuale, noi trattiamo gli animali. Il titolo del libro prende spunto dallo spirito degli scritti yiddish di Isaac Bashevis Singer, e specificamente da un passo del suo racconto L’uomo che scriveva lettere, in cui dice: "Si sono convinti che l’uomo, il peggior trasgressore di tutte le specie, sia il vertice della creazione: tutti gli altri esseri viventi sono stati creati unicamente per procurargli cibo e pellame, per essere torturati e sterminati. Nei loro confronti tutti sono nazisti; per gli animali Treblinka dura in eterno".

L’autore descrive i meccanismi che hanno fatto sí che l’uomo si arrogasse il ruolo di specie dominante del pianeta e, successivamente, mostra come lo sfruttamento e l’uccisione, sia degli animali che degli uomini, si siano trasformati in un processo razionale e industrializzato nel corso del XX secolo, con la creazione dei macelli e delle camere a gas. La nota primatologa Jane Goodall, a proposito di Un’eterna Treblinka, ha detto: "Un libro che svolgerà un ruolo insostituibile nel definire gli infiniti torti perpetrati dalla nostra specie sugli altri animali nel corso della storia. Vi invito vivamente a leggerlo e a riflettere profondamente sulle inevitabili implicazioni del suo messaggio".

Rifkin
Ecocidio: ascesa e caduta della cultura della carne
Mondatori, Milano 2001
Presentando sconcertanti dati di fatto e ricorrendo agli apporti di diverse discipline, dall'antropologia all'ecologia, Rifkin in questo libro formula una precisa accusa verso la "cultura della carne" imperante in Occidente, che sarebbe responsabile da un lato di numerose malattie, dall'altro di enormi squilibri ecologici e della sottrazione di grandi quantità di cereali all'alimentazione umana, incrementando così la povertà e la fame nei paesi del Terzo Mondo.

Annamaria Manzoni
Noi abbiamo un sogno
Edizioni Cosmopolis
Argomento scottante quello trattato da Annamaria Manzoni: la condizione degli animali nel mondo di oggi. L'autrice affronta l'argomento attraverso un'analisi-resoconto delle sevizie cui sono sottoposti gli "ex amici dell'uomo", che viene arricchita da citazioni di grandi esponenti della cultura internazionale, del presente e del passato. Un forte pathos "civico" pervade il libro, perché la ferocia quotidiana che viene esercitata nei luoghi della vivisezione, nei mattatoi, nelle arene, nelle zone di caccia è sintomo di un mondo che non rispetta l'essere vivente.

R.Mantegazza
L’odore del fumo. Auschwitz e la pedagogia dell’annientamento.
Città Aperta Troiana 2001
I deportati e le deportate nei campi di sterminio nazisti ci presentano la Shoà come l'indicibile per eccellenza del XX secolo, come l'avvenimento che, più di ogni altro nella storia, sfugge ai tentativi di spiegazione e di razionalizzazione. Questo libro vuole riflettere su quell'evento, soprattutto con attenzione a coloro che sono nati nel mondo dopo Auschwitz. L'autore ricostruisce la specifica pedagogia dell'annientamento che costituisce la vera e originale creazione nazista. Egli presenta il lager come dispositivo pedagogico che, oltre a distruggere l'individuo, lo mette nelle condizioni di provvedere da se stesso alla propria liquidazione.

Massimo Tattamanti e Raffaella Ravasso
Ecologia della Nutrizione
La pubblicazione si può scaricare gratuitamente dal sito
www.SaiCosaMangi.info, oppure si può richiedere la versione su cartascrivendo a info@saicosamangi.info (la versione cartacea viene inviata gratuitamente su richiesta a scuole e biblioteche).

Nell'ultimo decennio il dibattito sullo sviluppo sostenibile ha
contribuito a generare una maggiore consapevolezza sui problemi
ambientali che affliggono il nostro pianeta e sulla necessità di
intervenire per la sua salvaguardia.
Ma troppo spesso viene trascurato un fattore fondamentale: l'impatto sull'ambiente delle nostre scelte alimentari. Di questo, ma non solo, si occupa proprio l'"Ecologia della nutrizione" una scienza
inter-disciplinare relativamente recente - il termone "Nutrition
Ecology" è stato coniato nel 1986 da un gruppo di nutrizionisti
dell'Università di Giessen, in Germania.

Il volume "Ecologia della nutrizione: Valutazione dell'Impatto
Ambientale di diverse tipologie di alimentazione",
presentato in anteprima al VegFestival di Torino, il 17 giugno 2005, fa approdare anche in Italia l'"Ecologia della nutrizione". Questa scienza prende in esame tutte le componenti della catena alimentare e ne valuta gli effetti secondo quattro punti di vista principali - la salute umana, l'ambiente, la società e l'economia - allo scopo di valutare la sostenibilità di uno stile alimentare.

Nel volume viene presentato uno studio - effettuato dal dott. Massimo Tettamanti (chimico ambientale) e dalla dott.ssa Raffaella Ravasso (biologa), con la collaborazione di esperti in varie discipline - che analizza l'impatto ambientale dei consumi medi annuali di una singola persona per diverse tipologie di alimentazione e per diversi metodi di produzione alimentare, utilizzando la metodologia denominata Life Cycle
Assessment (LCA), che esamina tutto processo di produzione e consumo del cibo, dalla coltivazione allo smaltimento dei rifiuti.
"Negli ultimi anni sono stati pubblicati alcuni interessanti articoli
sull'American Journal of Clinical Nutrition, dai quali risulta che le
diete a base vegetale sono ambientalmente migliori delle diete a base di alimenti animali" afferma il dott. Tettamanti. "La diversità e la novità dello studio che ho effettuato assieme ad altri collaboratori, sta proprio nell'eseguire i calcoli su una dieta completa, cioè sulla quantità complessiva di cibo che una persona consuma mediamente in un anno, e non su singoli alimenti."

Le diete esaminate nello studio sono:
- alimentazione onnivora/vegetariana/vegan
I metodi di produzione:
- allevamento intensivo e agricoltura non biologica / allevamento e
agricoltura biologici
Le tre diete confrontate sono bilanciate (cioè rispettose della piramide alimentare consigliata dagli esperti di nutrizione) ed equivalenti tra loro come contenuto di energia, proteine, carboidrati, grassi.
Come termine di confronto è stata inoltre esaminata una dieta-tipo che corrisponde alla normale e reale alimentazione media italiana (non bilanciata e non rispettosa della piramide alimentare).

Aggiunge il dott. Tettamanti: "Obiettivo di questa valutazione non è
l'analisi delle situazioni estreme, ma l'individuazione dei cosiddetti
'punti critici' di impatto ambientale in modo da proporre il 'minimo'
delle modifiche alimentari per ottenere il 'massimo' del beneficio."

Massimo Tettamanti e Marina Berati
"DIVENTA VEGAN IN 10 MOSSE", il manuale per chi non vuole nuocere agli animali, all'ambiente, al sud del mondo
Ed. Sonda. Per informazioni info@saicosamangi.info
Vegan è chi sceglie di escludere completamente dalla propria alimentazione, dall'abbigliamento e dalla cura del corpo, ogni prodotto di origine animale. Un vegan sceglie di NON mangiare: carne, pesce, uova, latte e derivati, miele (e tutti gli altri prodotti delle api). Mangia TUTTI i prodotti della terra, senza alcuna restrizione. NON indossa pelle, pellicce, lana, seta. Indossa TUTTE le fibre vegetali o sintetiche.

Nel manuale "Diventa vegan in 10 mosse" (edito da Sonda, febbraio 2005) Marina Berati e Massimo Tettamanti spiegano come quelle che apparentemente sembrano rinunce si rivelino una chiave che apre le porte della libertà individuale e del vivere in modo consapevole, ma allo stesso tempo "leggero", perché vivere vegan significa prima di tutto non sfruttare e uccidere animali, ma anche pesare meno sull'ambiente e sul mondo. Si legge, nelle prime pagine del libro: "Non è una vita ascetica: è una vita consapevole. Non allontana: avvicina tutte le persone simili a noi, con le quali stiamo bene. Non toglie: aggiunge un arcobaleno di sapori prima sconosciuti. Non rende tristi: rende orgogliosi di salvare delle vite. Questo è ciò che conta. Rimpiango ogni anno sprecato, sono fiera di ogni anno vissuto da vegan."

Questo libro ha come destinatari "naturali" tutte le persone che hanno una certa sensibilità verso gli animali, che "sono" vegan dentro, ma che ancora non "vivono" vegan, perché non hanno ancora perso l'abitudine di mangiare animali o i loro prodotti. Per passare dall'essere vegan al vivere vegan, gli autori propongono un "percorso" in dieci tappe: dapprima spiegando il perché sia necessario vivere vegan, e poi spiegando come mettere in pratica questo stile di vita.

A tratti oggettivo e scientifico, a tratti del tutto soggettivo, in certi punti divertente o sarcastico, in altri commovente, questo libro vuole presentare il mondo vegan, o almeno, l'esperienza personale degli autori, in questo mondo, affrontando tutte le tematiche tipiche di questa scelta: cosa sono i macelli, gli allevamenti, perché non basta escludere la "carne" ma, per non uccidere animali, è necessario escludere anche latte e uova, l'aspetto culinario, quello salutistico, quello della vita di tutti i giorni nei rapporti con gli altri.
Un capitolo è dedicato alle "domande frequenti", quelle che i vegan si sentono ripetere in continuazione: per ognuna viene suggerita al lettore una risposta-tipo, che poi ciascuno potrà arricchire con la propria conoscenza ed esperienza personale.

Una lettura adatta a tutti coloro che "amano gli animali" ma ancora li mangiano, a chi è vegetariano da tanto tempo e vuole sapere perché e come fare un ulteriore passo... e a tutti quelli che vogliono capire un po' di più questi "vegani", per scoprire se davvero vengono da Vega o se sono terrestri come tutti gli altri!