ALTERITA’ NON UMANA


R.Marchesini
Il concetto di soglia
Teoria, Roma, 1996
Percepire la soglia significa individuare un'alterità, sapere che in quel momento l'Hermes che alberga in noi deve chiedere permesso a Héstia, dea della soglia, dell'ingresso, punto di congiunzione e di passaggio tra due mondi. La presenza di una soglia è perciò la condizione essenziale per il dialogo e il commercio con l'alterità, per lo scambio di diversità e il reciproco rispetto. Riconoscere l'alterità significa affacciarsi alla sua soglia con atteggiamento umile, rispettare i suoi vincoli vuol dire porsi in ascolto, usare prudenza, venire in pace, porgere la mano. L'uomo nei confronti del resto della natura ha calpestato questa dignità, non ha ravvisato una soglia: ecco perché ritrovare questa unione e lavorare per costruire strutture interstiziali di dialogo è forse l'ultima occasione per salvaguardare la "diversità" biologica e culturale che ci è stata tramandata. Questo è il cammino che rafforza le qualità umanistiche e che dà all'uomo una precisa posizione e precise responsabilità all'interno della biosfera.

Giorgio Vallortigara
Cervello di gallina. Visite (guidate) tra etologia e neuroscienze
Bollati Boringhieri, Torino 2005
Perché talvolta la gallina dorme con un occhio aperto? Come può, senza linguaggio, trarre inferenze o capire la geometria? Cosa sa di quel che c’è dietro l’angolo? E che cosa può insegnarci tutto ciò sul modo in cui funziona il cervello umano?
In questi anni etologi, psicologie sperimentali e neutroscienziati hanno fornito un contributo importante alla comprensione dei processi mentali, ma il fatto che molte di queste acquisizioni siano il risultato dell’indagine paziente e meticolosa sul comportamento e sul sistema nervoso di creature ritenute cognitivamente umili non è pienamente apprezzato. Quanta parte dei nostri processi cognitivi è possibile decifrare usando a modello il tanto denigrato “cervello di gallina”?
Vallortigara, psicologo comparato e neuroscienziato, ci conduce in un viaggio di esplorazione delle complessità della mente che ha come guida (o pretesto) appunto il cervello di gallina.

Jeffrey Moussaieff Masson,
Il maiale che cantava alla luna
La vita emotiva degli animali da fattoria

Edizioni Il saggiatore,
"Avevamo sentito un' infinità di storie su questa scrofa incredibile che adorava farsi una nuotata di prima mattina, quando il mare era liscio come l'olio, e apprezzava la compagnia dei bambini, sempre che le dessero una grattatina sulla pancia prima di andarsene. Era pulitissima, beneducata, sensibile, intelligente e socievole.
" Per troppo tempo gli animali da fattoria sono stati disprezzati e considerati esseri ottusi e insensibili: attingendo a storia, letteratura, aneddoti e studi scientifici (oltre che alla propria esperienza) l'autore dà voce a queste creature inermi e allevate per essere munte, tosate, macellate e mangiate. Se molti psicologi comportamentisti sostengono che è impossibile determinare quando un animale è felice, Masson fa invece una considerazione molto semplice: un animale è felice quando può vivere secondo la propria natura. E il passo ulteriore per lui è stato scegliere un'alimentazione priva di qualsiasi ingrediente di origine animale.

TW Adorno, M.Horkeimer, H.Marcuse
Il pricipio del dominio. Uomo e animale in una civiltà senza speranza e senza cuore.
Isonomia , Este 1995P.

Cavalieri, P.Singer
Il progetto grande scimmia: eguaglianza oltre i confini
della specie umana

Theoria , Roma-Napoli, 1994
In questo libro, costituito da una raccolta di interventi, si esaminano le ragioni etiche, etologiche e scientifiche per l'attribuzione di diritti morali e legali a tutti i primati non umani. È un libro che dimostra che, anche volendo partire da una prospettiva antropocentrica, non si può evitare di attribuire diritti almeno anche ai primati non umani.
Esaurito: rintracciabile solo nelle biblioteche

Angelo Tartabini
Psicologia evoluzionistica. Uomini e animali a confronto
McGraw-Hill, Milano 2003
Un manuale di psicologia evoluzionistica che completa il quadro delle discipline che costituiscono la psicologia generale (storia, percezione, apprendimento e memoria, etc.), sottolineando, nel contempo, la specificità e peculiarità dei contenuti e fornendo importanti strumenti per lo studio comparato del comportamento animale e umano

Rupert Sheldrake
I poteri straordinari degli animali

In questo libro, frutto di anni di studio, l'autore sostiene che i membri di un gruppo sono legati da vere e proprie aree di influenza reciproca, caratterizzate da una memoria collettiva, da modelli di comportamento, adattamento e apprendimento comuni.
Edizione: Oscar Mondatori

Martinengo
Il posto degli animali nel pensiero umano
Treves Milano1914

M.Midgley
Perché gli animali:”una visione più umana”
dei nostri rapporti con le altre specie.

Feltrinelli Milano 1985

A cura di Annamaria Rivera
Saggi di :L.Battaglia, M. Dilani, R.Marchesini, A.Rivera
Homo Sapiens e Mucca Pazza, antropologia del rapporto col mondo animale
Edizioni Dedalo

Passmore
La nostra responsabilità per la natura
Feltrinelli Milano 1986
Le questioni dell'ambiente in una prospettiva storica, analitica e critica. La concezione dell'uomo come despota e padrone della natura e la concezione dell'uomo come assistente e cooperante con la natura di cui fa parte. Inquinamento, esaurimento delle risorse naturali, estinzione delle specie viventi, tasso di crescita della popolazione.

Alessandro Arrigoni
I diritti degli animali, verso una civiltà senza sangue.
Cosmopolis torino 1998
Questo libro rappresenta una ricognizione puntuale e approfondita del pensiero filosofico, non solo occidentale, che ha per oggetto la riflessione sull'animale. Con un linguaggio chiaro ed accessibile vengono posti a confronto i più significativi contributi della storia della filosofia, da Pitagora a Kant, da Nietzsche ai filosofi militanti come Singer e Regan.
Indispensabile per capire le radici del moderno pensiero animalista che non è frutto di buoni sentimenti ma di rigorosi ragionamenti sul significato di termini come “diritto”, “dovere” ed “etica”.
Si tratta del testo, riadattato per la pubblicazione, della prima tesi di laurea italiana in filosofia sui diritti degli animali, e si compone di quattro capitoli di cui uno introduttivo ai concetti basilari della filosofia animalista, uno storico nel quale viene fatta una ricognizione ragionata del pensiero sugli animali sia nella tradizione occidentale che orientale. Il terzo capitolo è dedicato alla realtà attuale degli animali prigionieri negli allevamenti e nei laboratori, la cui condizione appare come la realizzazione della famigerata teoria degli animali-macchine di Cartesio; in esso viene anche compiuta una breve ricostruzione della storia della medicina che nulla deve, al contrario di quanto notoriamente si dice, alla sperimentazione animale. L'ultimo capitolo affronta apertamente il dibattito attuale sullo status degli animali, ed in particolare delle grandi scimmie antropoidi, la questione del vegetarianesimo (riportando numerosi e simpatici aneddoti su vegetariani 'illustri'), la questione dell'impatto ambientale globale della specie umana e le riflessioni conclusive dell'opera, che sperano di stimolare nuove ricerche e contributi futuri positivi per la delicata questione animale.

L.Battaglia
Etica e diritti degli animali
Ed. Universale Laterza , Bari 1997

L.Battaglia
Lo specchio oscuro. Gli animali nell’immaginario degli uomini
Sathyagraha, torino 1993

L.Battaglia
Etica e animali
Ed Liguori, Napoli 1998
Luisella Battaglia, una delle più importanti studiose italiane delle questioni filosofiche connesse con l'animalismo, propone un breve ma ricco riassunto delle argomentazioni a favore del veganismo, contro la vivisezione e lo sfruttamento degli animali non umani.

Darwin
L’espressioni dell’emozioni nell’uomo e negli animali
Bollati, Boringhieri, Torino 1982
L'espressione delle emozioni nell'uomo e negli altri animali uscì un anno dopo l'Origine dell'uomo, nel 1872 ed ebbe un immediato successo di pubblico (9.000 copie nei primi 4 mesi). Agli inizi del Diciannovesimo secolo, la teoria psicologica predominante era l'associazionismo: la mente è una tabula rasa sino a quando non riceve delle impressioni dai sensi; queste, depositandosi nella memoria e associandosi fra loro, vanno a costituire la nostra vita mentale.
Darwin, invece, tentò di spiegare i meccanismi cognitivi animali e umani, estendendo la teoria dell’evoluzione per selezione naturale ai substrati biologici della cognizione. Si trattava di un programma scientifico interdisciplinare completamente nuovo che nel Novecento porterà alla nascita e allo sviluppo dell'etologia e delle neuroscienze.
Nel saggio, l'autore fornisce dei dati atti a dimostrare che le espressioni dell'uomo, come degli altri animali, sono innate, sono un semplice prodotto dell'evoluzione, per cui molte espressioni che denotano paura, rabbia, stupore si ritrovano invariate non solo in uomini di diversa estrazione culturale o appartenenti a civiltà diverse, ma anche, in primati non umani o in altri animali; il fatto che il riso, ad esempio, sia molto simile nell'uomo e nello scimpanzé testimonia un'origine comune fra le due specie

R.Derot
L’uomo e gli animali dall’età della pietra ad oggi
Laterza, Roma-Bari 1984

L.Coifmann
Animali come noi: quello che hanno in comune con l’uomo
Mondatori Milano, 1991

k.Lorenz
L’anello di Re Salomone
Adelphi Milano 1989
Racconta la leggenda che un anello magico dava a Re Salomone il potere di parlare agli animali e di capire il loro linguaggio. Konrad Lorenz, uno dei fondatori e massimi teorici della etologia, ha trovato, si può dire, un equivalente di quell’anello studiando per più di quarant’anni, con amorosa pazienza e acutezza di osservazione, il comportamento degli animali, di cui ha sempre voluto circondarsi, non solo nei laboratori universitari, ma anche nella sua vita privata. Oggi egli vive a Seewiesen, nell’Alta Baviera, in mezzo a una specie di paradiso terrestre dove animali numerosissimi, e tra loro difficilmente compatibili, si muovono liberi insieme con lui, l’uomo saggio che ha voluto stabilire con i suoi singolari ospiti una relazione di reciproco rispetto, fatta di mille sottigliezze psicologiche. La sua magnanimità è stata peraltro ripagata da alcune fondamentali scoperte scientifiche, rese possibili soltanto dalla osservazione degli animali in libertà. I risultati si trovano nelle varie pubblicazioni che hanno fatto conoscere Lorenz come uno dei più grandi scienziati viventi.

Ma in questo libro noi vediamo soprattutto l’altra faccia delle sue ricerche, quella più segreta, legata al rapporto personale con gli animali, che ci offre il succo, lentamente condensato negli anni, di un’esperienza spesso sbalorditiva. Che i pesci possano essere estremamente passionali; che le tortore siano più feroci dei lupi con gli animali della propria specie; che le volpi siano molto meno furbe dei cani; che un’oca possa credere di appartenere alla specie umana, e in particolare di essere la figlia dello scienziato che l’ha “covata”, queste sono solo alcune delle sorprese che avranno i lettori di questo libro. Perché, oltre ai fatti imprevisti, alle storie affascinanti, scritte con ironia felice e gusto del raccontare - e la materia è talora romanzesca - si troverà poi chiaramente delineato in queste pagine il pensiero di Lorenz su alcuni problemi capitali, che acquistano un aspetto del tutto nuovo se considerati in rapporto al regno animale: il rito, la cerimonia, il codice di comportamento, il territorio, il significato dell’aggressività, la natura degli istinti.

Su tutti questi temi gli studi di Lorenz hanno aperto delle prospettive, hanno indotto a riconoscere sempre più l’eniginaticità, la compiutezza formale, la ricchezza di significati latenti anche nei fatti più elementari del comportamento animale, riuscendo così a rimuovere i più rozzi schemi behaviouristici o antropomorfizzanti. Non solo: anche la psicologia ha trovato uno stimolo e un ausilio prezioso in queste ricerche, che cominciano a permetterci di situare l’incredibile comportamento umano di fronte alla incredibile varietà dei comportamenti animali.

Mannucci
Il nostro animale quotidiano. Un manuale per capire la presenza dei non umani. Un saggio per riflettere. L’animalismo
Il saggiatore, Milano, 1997

Prieur
Gli animali sacri nell’antichità.
Arte e religione nel mondo mediterraneo

Ed. Nuove Atlantide, Genova 1991

J. Rachels
Creati dagli animali
Ed. di Comunità, 1996
Questo testo di fondamentale importanza tratta delle conseguenze sul piano morale del darwinismo. L'autore dimostra come le scoperte dell'evoluzione delle specie e della selezione naturale ad opera di Darwin possano minare il presupposto della superiorità morale della specie umana.

T. Regan, P. Singer
Diritti animali, obblighi umani
Ed. Gruppo Abele, 1987
È una raccolta di interventi di filosofi di ogni periodo storico, etologi e scienziati sul problema dei diritti degli animali e i corrispondenti obblighi degli uomini. Contiene diversi ottimi spunti di riflessione.
Esaurito: rintracciabile solo nelle biblioteche

P. Singer
Etica pratica
Ed. Liguori, 1989
In questo libro Singer affronta una serie di questioni (come l'aborto, il veganismo, la vivisezione) connesse col problema dei diritti degli animali proponendo un approccio utilitarista ad essi. È interessante perché tratta anche di problemi diversi ma in qualche maniera correlati con la questione dei diritti animali.

T. Regan
I diritti animali
ed. Garzanti, 1990
Testo fondamentale dell'etica biocentrista. Lettura assolutamente indispensabile. Diversamente da Singer, l'Autore sviluppa il suo pensiero sul principio per cui ogni individuo, umano o non-umano, ha diritto ad un uguale rispetto in quanto ugualmente dotato di "valore intrinseco", in quanto "soggetto-di-una-vita". Ogni individuo è un fine a sé e non un mezzo utilizzabile da altri per soddisfare i propri interessi.
Il libro è fuori catalogo da tempo. Può però essere ordinato da alcune associazioni come AVI, OIPA e Società Vegetariana

Giovanni Martinetti
Il dolore è uguale per tutti
Ed. Tempi Stretti 1993

P. Singer
Liberazione animale
Ed. Mondadori , 1991
Testo storico e fondamentale dell'animalismo considerato sotto l'aspetto dell'utilitarismo. L'Autore sostiene che gli animali non umani abbiano degli interessi come li hanno gli uomini ed è moralmente doveroso considerare gli interessi degli
uni e degli altri in funzione dell'importanza che essi rivestono per ciascuno senza sacrificare automaticamente gli interessi degli animali, anche quelli basilari, per qualunque interesse umano, per quanto futile sia. Lettura assolutamente indispensabile.
Il libro è esaurito. Al momento si può trovare solo nelle biblioteche ma è prevista l'uscita di una nuova edizioneper i tipi de Il Saggiatore


G. Ditadi
I filosofi e gli animali
Ed. Isonomia, 1994
Monumentale (due tomi da 500 pagg.) studio sul pensiero filosofico riguardo gli animali nel corso dei secoli. È una raccolta dei brani più significativi di numerose opere di argomento filosofico. Lettura indispensabile se si vuole approfondire l'aspetto storico dell'etica animalista.

A. Linzey;
Teologia animale,
Ed Cosmopolis, 1998
Analisi del rapporto tra cristianesimo e animalismo. L'autore sottolinea le ragioni per le quali un buon cristiano deve essere anche animalista.

L. Battaglia (a cura di);
Quaderni di bioetica: Le creature dimenticate
Ed. Macro, 1998
Altra analisi del rapporto tra cristianesimo e animalismo strutturata come una raccolta di interventi.

F. De Waal;
Naturalmente Buoni
Ed. Garzanti, 1997
Analisi del concetto di moralità nel mondo animale. Pur non essendo scritto da un animalista (tutt'altro) dimostra che la moralità non è una prerogativa esclusivamente umana.

AA.VV. (A cura di P. Cavalieri e F. Salanga);
Etica e Animali
Ed. Animus
Ottima (e, almeno in Italia, unica nel suo genere) rivista di filosofia interamente dedicata ai diritti animali e agli argomenti correlati. Contiene articoli di alto livello scritti da molti dei più importanti filosofi antispecisti. Decisamente raccomandata per chi vuole approfondire. Gli ultimi numeri sono in lingua inglese.
La rivista è acquistabile dall'editore (Animus Ed., C.so Magenta 62, 20123, Milano,
Tel. 02-4815514, e-mail: gap_etica@planet.it)

P. Cavalieri
La questione animale
Bollati Boringhieri Ed., 1999
L'Autrice, dopo aver esaminato le prospettive etiche oggi dominanti ed averne indicato l'inaccettabilità, propone una nuova base per argomentare la necessità della liberazione animale: la dottrina dei diritti umani, che, coerentemente, deve comportare l'attribuzione dei diritti anche ai non umani.

P. Singer (a cura di);
In difesa degli animali
Ed. Lucarini, 1987
Raccolta di interventi di filosofi e attivisti del movimento animalista. I testi raccolti costituiscono un'ottima introduzione facilmente leggibile alle tematiche della liberazione animale.
Esaurito. Disponibile solo nelle biblioteche

Marchesini Roberto
La fabbrica delle chimere. Biotecnologie applicate agli animali
Editore Bollati Boringhieri 1999
Uomo e bestia, il complesso rapporto con la natura e con il nostro retaggio biologico, sono temi che non solo hanno avuto spazi e risonanze importanti nella cultura scientifica e filosofica, ma che nelle diverse società connotano anche molti tratti antropologici e psicologici. Il libro di Marchesini affronta, con competenza e ricchezza di prospettive, i molti legami con il mondo animale, in cui specchiamo somiglianze e differenze proprie della nostra specie e su cui esercitiamo un controllo sempre più profondo e demiurgico. Le nuove tecnologie di controllo della riproduzione, di transgenesi, di clonazione, aprono oggi potenzialità applicative inaudite ma anche inquietudini profonde e tensioni etiche del tutto nuove. Il libro parla molto di biotecnologie e di manipolazioni, ma nel complesso esplora vari altri aspetti legati al mondo animale, alla sua rappresentazione, alle sue implicazioni nel mondo umano. Il linguaggio è talvolta troppo complicato e involuto, come se il libro oscillasse fra divulgazione e saggio per iniziati. Tuttavia, la sua lettura è fortemente consigliabile a quelli che vogliano affrontare la "questione animale" partendo dalle radici del problema, in modo sereno e documentato.

Peter Singer
Il movimento di liberazione animale
Sonda Mialno 1989
Dopo più di un quarto di secolo dalla prima edizione di questo libro, molti abitanti dei paesi industrializzati ignorano ancora i metodi con cui viene prodotto il cibo che mangiano, e non è certo un caso: i produttori di carne e di uova si adoperano con ogni mezzo perché la situazione non cambi. Recentemente una troupe televisiva americana, incaricata di realizzare un programma a me dedicato, ha proposto di riprendermi, mentre discutevo di liberazione animale, con alcuni animali sullo sfondo. "D'accordo" ho risposto "ma non voglio inquadrature con cani o gatti in braccio, perché non dev'essere questa l'immagine della liberazione animale. Mostriamo invece come vivono altri animali, riprendiamo le galline o i suini in batteria di un tipico impianto di allevamento". "Benissimo" hanno commentato, aggiungendo che avrebbero contattato alcune fattorie del New Jersey, dove mi trovavo per lavoro, e che mi avrebbero informato non appena avessero individuato il luogo adatto.

Una settimana dopo mi hanno richiamato, ammettendo il proprio insuccesso: nessuno degli allevatori interpellati aveva concesso loro l'autorizzazione a filmare. Si erano persino rivolti all'Animal Industry Foundation, una lobby favorevole allo sfruttamento degli animali, secondo la quale gli allevatori americani non hanno nulla di cui vergognarsi per le condizioni di vita del bestiame: ebbene, persino questa organizzazione non ha trovato un solo allevatore disposto ad accogliere la troupe.
Negli anni novanta gli europei hanno conosciuto più da vicino l'industria alimentare grazie al morbo della mucca pazza e all'afta epizootica. La prima ha insegnato loro che le fiabe che leggono ai propri figli sono ormai obsolete: le mucche non mangiano soltanto erba, e ormai non sono nemmeno erbivore.

Per aumentare l'apporto proteico della loro dieta vengono alimentate con i resti triturati di animali macellati. Mentre l'epidemia di afta epizootica dilagava in Gran Bretagna, ogni sera il telegiornale mostrava alla gente l'uccisione di centinaia di migliaia di animali che, presumibilmente, avevano contratto la malattia (nella maggior parte dei casi si trattava di forme poco gravi ma che, se non fossero state debellate, avrebbero messo in ginocchio l'esportazione di carne del paese). Ciò a cui la gente ha assistito in quell'occasione è la dimostrazione inconfutabile che i moderni sistemi di allevamento trattano gli animali come oggetti, come semplici mezzi per realizzare i fini dell'uomo, senza riconoscere loro alcun altro scopo autonomo.

Dopo questi avvenimenti molti hanno preso contatto con i gruppi animalisti e le organizzazioni vegetariane, alla ricerca di alternative ai prodotti animali. Diventare vegetariani è una decisione giusta, indipendentemente da quando viene presa: ma prima che la popolazione fosse testimone di tutte quelle uccisioni, che cosa credeva succedesse agli animali di cui si cibava? Pensava che morissero di morte naturale? Stupisce che abbia impiegato tanto a capire la vera natura dell'industria animale moderna. 'Liberazione animale' è stato pubblicato per la prima volta nel 1975. Questa prefazione introduce l'edizione rivista pubblicata nel 1990, che descrive le principali campagne e i più importanti risultati conseguiti dal movimento di liberazione animale fino a quell'anno. Tale edizione, pubblicata in Italia nel 1991 da Mondadori, è da tempo esaurita, e gli amici del movimento animalista italiano, sempre molto attivi, mi hanno segnalato l'opportunità di una nuova edizione. Sono quindi molto contento che il Saggiatore abbia deciso di pubblicarla.

Dal 1975 a oggi i princìpi ispiratori del movimento animalista sono stati assimilati sia dai ceti più colti sia dalla cultura popolare dei paesi sviluppati. Al di là delle numerose pubblicazioni accademiche di carattere filosofico, sociologico, storico, giuridico e di teoria politica, l'idea che la nostra relazione con gli animali comporti problemi etici rilevanti è diventato tema di romanzi celebri: L'insostenibile leggerezza dell'essere di Milan Kundera, La donna e la scimmia di Peter Hoeg, The Quick and the Dead di Joy Williams, Vergogna e, in termini anche più espliciti, il racconto lungo La vita degli animali di J.M. Coetzee ne sono un chiaro esempio. Argomenti simili vengono affrontati per altro anche dal cinema in film come Babe - Maialino coraggioso e Galline in fuga, in numerosi sceneggiati televisivi realizzati in diversi paesi e nei dibattiti filosofici ospitati sulle pagine culturali di autorevoli quotidiani.

'Liberazione animale' è stato pubblicato per la prima volta nel 1975. Questa prefazione introduce l'edizione rivista pubblicata nel 1990, che descrive le principali campagne e i più importanti risultati conseguiti dal movimento di liberazione animale fino a quell'anno. Tale edizione, pubblicata in Italia nel 1991 da Mondadori, è da tempo esaurita, e gli amici del movimento animalista italiano, sempre molto attivi, mi hanno segnalato l'opportunità di una nuova edizione. Sono quindi molto contento che il Saggiatore abbia deciso di pubblicarla.

Dal 1975 a oggi i princìpi ispiratori del movimento animalista sono stati assimilati sia dai ceti più colti sia dalla cultura popolare dei paesi sviluppati. Al di là delle numerose pubblicazioni accademiche di carattere filosofico, sociologico, storico, giuridico e di teoria politica, l'idea che la nostra relazione con gli animali comporti problemi etici rilevanti è diventato tema di romanzi celebri: L'insostenibile leggerezza dell'essere di Milan Kundera, La donna e la scimmia di Peter Hoeg, The Quick and the Dead di Joy Williams, Vergogna e, in termini anche più espliciti, il racconto lungo La vita degli animali di J.M. Coetzee ne sono un chiaro esempio. Argomenti simili vengono affrontati per altro anche dal cinema in film come Babe - Maialino coraggioso e Galline in fuga, in numerosi sceneggiati televisivi realizzati in diversi paesi e nei dibattiti filosofici ospitati sulle pagine culturali di autorevoli quotidiani.

Questi importanti cambiamenti godono di un ampio sostegno in tutti i paesi dell'Unione Europea, e hanno l'appoggio dei principali esperti di sistemi d'alloggio per animali da allevamento. Essi dimostrano, inoltre, quanto sia fondato ciò che gli animalisti sostengono da tempo: nel 1964, molto prima che uscisse il mio libro, quindi, Ruth Harrison, infatti, aveva già pubblicato il suo rivoluzionario Animal Machines, considerato ormai un classico. Nel 1971, quando mi unii alla campagna contro le fattorie industriali, sembrava che stessimo sfidando un gigante sensibile soltanto agli imperativi economici. Per fortuna, quel timore si è rivelato infondato, quanto meno in Europa. Purtroppo, però, negli Stati Uniti iniziative come quelle descritte non sono nemmeno in fase di studio: le più comuni gabbie per galline ovaiole misurano solamente trecento centimetri quadrati, il cinquanta percento in meno rispetto all'attuale standard minimo europeo, il quaranta percento in meno di quello previsto per il 2012.

Vitelli e scrofe continuano a essere tenuti in box o recinti individuali troppo stretti per voltarsi e troppo corti per muoversi.
Gli americani hanno più volte biasimato alcuni paesi europei, soprattutto quelli mediterranei, accusandoli d'insensibilità nei confronti degli animali. Oggi è vero il contrario. Persino in Spagna, patria della corrida, gran parte degli animali ha più spazio che in America, e la distanza fra i due continenti continuerà ad aumentare man mano che l'Unione Europea procederà con le riforme. Il numero di tori uccisi nelle corride, infatti, è irrilevante rispetto a quello delle galline, dei maiali e dei vitelli che in America vivono confinati, per altro in ambienti molto più angusti. Ciò nondimeno, gli europei non hanno motivo di rallegrarsi: nei loro paesi milioni di animali si trovano tuttora in condizioni agghiaccianti, nelle fattorie industriali o nei laboratori, e il trasporto del bestiame continua a essere condizionato più da considerazioni economiche che dall'interesse per gli animali.

Prima di concludere, vorrei riprendere un tema affrontato nell'ultimo paragrafo della prefazione alla prima edizione. Alla luce del continuo aumento della popolazione umana, molti credono che il sistema basato sulle fattorie industriali sia necessario per sfamare un numero così elevato di persone. In quest'ottica, in particolare, ritengono che l'allevamento intensivo, in cui un gran numero di animali viene confinato in poco spazio, rappresenti un modo più efficiente di utilizzare la terra rispetto ai metodi tradizionali, in cui pochi animali venivano lasciati liberi di vagare in ampi spazi. In realtà è vero il contrario. Per nutrire gli animali degli allevamenti intensivi, infatti, si coltivano cereali e soia con un sistema che spreca sino al novanta percento del valore alimentare prodotto: le fattorie industriali, quindi, sono tutt'altro che efficienti.

Nel concludere la prefazione all'edizione del 1975 osservai che, se avessimo cessato di allevare e di uccidere gli animali a scopo alimentare, avremmo potuto produrre maggiori quantità di cibo con un minore impatto ambientale. Tale principio è tuttora valido e, anche se, fortunatamente, dal 1975 a oggi la percentuale di persone che va a letto a stomaco vuoto si è ridotta, il numero effettivo di umani che soffrono la fame non è variato molto rispetto a quell'anno. La diffusione delle fattorie industriali in Asia, dettata dalla necessità di soddisfare i bisogni alimentari di una classe media in crescita, non fa che aggravare la situazione. Esiste, tuttavia, anche un altro problema, di cui nel 1975 non ero nemmeno al corrente, ma di cui ho preso coscienza mentre rivedevo il libro per l'edizione del 1990: il riscaldamento del pianeta.

Come ho illustrato nel quarto capitolo, il sistema di allevamento intensivo contribuisce ad aumentare il fenomeno: per coltivare e trasportare il cibo necessario agli animali e aerare i capannoni in cui vivono, infatti, sono necessarie grandi quantità d'energia. Gli animali stessi, inoltre, soprattutto le mucche, producono quantità notevoli di metano, un gas serra che intrappola il calore in misura venti volte maggiore al biossido di carbonio. Se nel 1990 il parere degli scienziati sul riscaldamento della terra suscitava ancora perplessità, oggi nessuno ha più dubbi in merito. Secondo quanto afferma lo Human Development Report delle Nazioni Unite del 1998, nell'arco della sua vita un bambino nato negli Stati Uniti consuma risorse e inquina più di 30-50 bambini dei paesi in via di sviluppo.

Gli italiani non sprecano i combustibili fossili quanto gli americani, eppure un bambino nato in Italia contribuisce al consumo delle risorse e all'inquinamento del pianeta più di 15-25 bambini dei paesi meno sviluppati. Anche una dieta basata sul consumo di quantità elevate, per altro inutili e malsane, di prodotti animali ottenuti con metodi intensivi aumenta considerevolmente lo sfruttamento delle risorse e l'inquinamento, e altera il clima della terra. È, dunque, tempo di modificarla: per il bene degli animali, ma anche dei nostri simili.