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CNR: BAMBINI CRUDELI CON ANIMALI A
RISCHIO DEVIANZA DA ADULTI
I bambini violenti nei confronti degli animali rischiano
di sviluppare comportamenti antisociali da adulti. Viceversa,
se educati al rispetto degli animali, i minori 'sbandati'
possono acquisire sentimenti positivi verso l'umanità.
Su questo tema l'Istituto di psicologia del Cnr di Roma
ha avviato una ricerca.
"Si motiplicano anche in Italia le violenze di bambini
nei confronti degli animali - spiega Camilla Pagani, che
sta seguendo il progetto - ed è stato riscontrato
che questi atti sono indice di disturbi psicologici e possono
preludere a comportamenti anti-sociali negli adulti. Possono
inoltre essere un indicatore potenziale di una situazione
esistenziale patogena: per esempio, di una condizione familiare
particolarmente problematica".
L'Istituto del Cnr sta focalizzando la sua analisi su un'iniziativa
avviata dal Tribunale dei minorenni e dal Comune di Roma:
ragazzi che hanno commesso reati non vengono mandati in
istituti di correzione, ma si devono occupare dei cani abandonati
custoditi nel canile municipale.
L'assunto alla base di questo esperimento, osserva Pagani,
"è l'identificazione del ragazzo 'difficile'
con questi animali, perché, come loro, spesso anche
lui è stato abbandonato e trattato male in famiglia.
Attraverso il comportamento deviante il ragazzo cerca in
qualche modo di autoaffermarsi e prendersi cura degli animali
vuol dire affermarsi in modo positivo. Sul tema vogliamo
iniziare una verifica sperimentale e cercheremo di avere
dati più sistematici".
L'Oms ha inserito la crudeltà fisica nei riguardi
degli animali tra i sintomi del disturbo della condotta.
Nelle biografie di alcuni famosi serial killer, spiega la
psicologa, "sono presenti episodi di violenze, spesso
atroci, nei confronti di animali, compiuti nell'infanzia
o nell'adolescenza.
La ricerca psicologica ha comunque dimostrato che i comportamenti
crudeli verso gli animali possono non solo precedere nel
tempo, ma anche seguire altri comportamenti antisociali
o verificarsi in concomitanza con essi".
"Siamo ormai in possesso - sottolinea - di un consistente
numero di dati che dimostrano l'interconnessione tra le
varie forme di violenza che accadono in famiglia e che si
verificano, in genere, nei confronti dei membri più
deboli e cioè delle donne, dei bambini e, quando
ci sono, degli animali domestici".
I casi di crudeltà nei riguardi degli animali sono
molto più frequenti nelle famiglie dove la violenza
è esercitata anche nei confronti dei membri umani
e dove le forme di aggressione fisica nei confronti delle
persone sono più gravi. Questo tipo di crudeltà
è molto diffuso negli Stati Uniti. I risultati delle
indagini svolte suggeriscono che un bambino su cinque compie
atti di crudeltà verso gli animali e che circa la
metà dei bambini e degli adolescenti vi è
coinvolto (o come testimone o come responsabile in prima
persona).
"Una delle possibili conseguenze di queste esperienze
- osserva Pagani - è la diminuzione dell'empatia
nei confronti della sofferenza psicologica e fisica di un
altro individuo, sia umano che animale. E lo sviluppo dell'empatia
nel bambino, cioè della capacità di immedesimarsi
negli altri dal punto di vista cognitivo ed affettivo, è
considerato lo strumento fondamentale per prevenire e diminuire
la violenza".
In Italia per ora mancano dati sistematici, prosegue, "abbiamo
comunque numerosi dati che rivelano la presenza del fenomeno
anche in Italia. Oltre ai fatti di cronaca, non è
da sottovalutare la crudeltà cosiddetta 'normale'
dei bambini nei riguardi degli animali (come, ad esempio,
la caccia alle lucertole), legata spesso a tradizioni culturali".
(ANSA) - ROMA, 26 FEB 200128/06/2005
STUDENTI ANNOIATI SPARANO DALLA FINESTRA E FERISCONO UN
GATTO. IDENTIFICATI E DENUNCIATI DALL'ENPA
Stavano preparando insieme le prove dell'esame di maturità.
E nei lunghi pomeriggi dedicati allo studio hanno pensato
- per "evadere" o per distrarsi - di imbracciare
una carabina calibro 4,5 ad aria compressa e di sparare
dalla finestra contro obiettivi fissi e mobili. Due giovani
romani (uno di 18, l'altro di 19 anni) sono stati denunciati
a piede libero, tra l'altro, per maltrattamento di animali.
Perché uno degli obiettivi è stato un gatto
libero della colonia felina di via Suor Celestina Donati,
nei pressi di Pineta Sacchetti, ferito con un proiettile
sparato da uno dei due con la carabina, di costruzione cinese.
Proprio dopo il ferimento del gatto sono partite le indagini
delle Guardie Zoofile dell'Enpa di Roma le quali, con la
preziosa collaborazione dei bravi agenti del Commissariato
Primavalle della Polizia di Stato, hanno effettuato lunghe
indagini per scoprire gli autori del fatto. Pochi giorni
prima del ferimento del gatto, tra l'altro, una signora
che abita di fronte all'abitazione nella quale studiavano
i due maturandi, aveva presentato una denuncia contro ignoti
per aver trovato, sul proprio balcone, alcuni proiettili
di carabina.
L'altro giorno, dopo aver individuato con esattezza la finestra
dalla quale venivano sparati i colpi, gli agenti del Commissariato
Primavalle sono entrati nell'abitazione. E' stato il fratellino
minorenne di uno dei due maturandi a consegnare ai poliziotti
la carabina, affermando che lui non aveva niente a che fare
con le "ragazzate" del fratello maggiore e dell'amico.
La carabina è stata sequestrata. Sono in corso accertamenti
per verificare la provenienza dell'arma e la legittima detenzione.
Tra i corpi di reato c'è anche il proiettile che
ha ferito il gatto, estratto da un veterinario e preso in
consegna dalle Guardie Zoofile dell'Enpa. I due studenti
sono stati denunciati, tra l'altro, per maltrattamento di
animali. Secondo quanto prevede l'articolo 544-ter del Codice
Penale, i due rischiano fino la reclusione da tre mesi a
un anno o la multa da 3.000 a 15.000 euro. L'Enpa ringrazia
la Polizia di Stato per la competenza e la disponibilità.
(28 giugno)
13ENNI FANNO STRAGE DI GALLINE: CNR,
RISCHIO DEVIANZA DA ADULTI
ROMA, 15 GIU - Ragazzi violenti nei confronti degli animali?
Potrebbero sviluppare comportamenti antisociali da adulti.
Viceversa, se educati al rispetto degli animali, i minori'sbandati'
possono acquisire sentimenti positivi verso l' umanità.
Su questo tema, d' attualità dopo la strage di galline
compiuta ieri da un gruppo di tredicenni vicino Como, sta
indagando l' Istituto di psicologia del Cnr di Roma. "Si
moltiplicano anche in Italia le violenze di bambini nei
confronti degli animali - spiega Camilla Pagani, che sta
seguendo il progetto - ed è stato riscontrato che
questi atti sono indice di disturbi psicologici e possono
preludere a comportamenti antisociali negli adulti. Possono
inoltre essere un indicatore potenziale di una situazione
esistenziale patogena: per esempio, di una condizione familiare
particolarmente problematica".
L' Istituto del Cnr sta focalizzando la sua analisi su un'
iniziativa avviata dal Tribunale dei minorenni e dal Comune
di Roma: ragazzi che hanno commesso reati non vengono mandati
in istituti di correzione, ma si devono occupare dei cani
abbandonati custoditi nel canile municipale. L' assunto
alla base di questo esperimento, osserva Pagani, "è
l' identificazione del ragazzo'difficile' con questi animali,
perchè, come loro, spesso anche lui è stato
abbandonato e trattato male in famiglia. Attraverso il comportamento
deviante il ragazzo cerca in qualche modo di autoaffermarsi
e prendersi cura degli animali vuol dire affermarsi in modo
positivo. Sul tema vogliamo iniziare una verifica sperimentale
e cercheremo di avere dati più sistematici".
L' Oms ha inserito la crudeltà fisica nei riguardi
degli animali tra i sintomi del disturbo della condotta.
Nelle biografie di alcuni famosi serial killer, spiega la
psicologa, "sono presenti episodi di violenze, spesso
atroci, nei confronti di animali, compiuti nell' infanzia
o nell' adolescenza.
La ricerca psicologica ha comunque dimostrato che i comportamenti
crudeli verso gli animali possono non solo precedere nel
tempo, ma anche seguire altri comportamenti antisociali
o verificarsi in concomitanza con essi". "Siamo
ormai in possesso - sottolinea - di un consistente numero
di dati che dimostrano l' interconnessione tra le varie
forme di violenza che accadono in famiglia e che si verificano,
in genere, nei confronti dei membri più deboli e
cioè delle donne, dei bambini e, quando ci sono,
degli animali domestici". I casi di crudeltà
nei riguardi degli animali sono molto piu frequenti nelle
famiglie dove la violenza è esercitata anche nei
confronti dei membri umani e dove le forme di aggressione
fisica nei confronti delle persone sono più gravi.
Questo tipo di crudeltà è molto diffuso negli
Stati Uniti. I risultati delle indagini svolte suggeriscono
che un bambino su cinque compie atti di crudeltà
verso gli animali e che circa la metà dei bambini
e degli adolescenti vi è coinvolto (o come testimone
o come responsabile in prima persona). "Una delle possibili
conseguenze di queste esperienze - osserva Pagani - è
la diminuzione dell' empatia nei confronti della sofferenza
psicologica e fisica di un altro individuo, sia umano che
animale. E lo sviluppo dell' empatia nel bambino, cioè
della capacità di immedesimarsi negli altri dal punto
di vista cognitivo ed affettivo, è considerato lo
strumento fondamentale per prevenire e diminuire la violenza".
In Italia per ora mancano dati sistematici, prosegue, "abbiamo
comunque numerosi testimonianze che rivelano la presenza
del fenomeno anche da noi. Oltre ai fatti di cronaca, non
è da sottovalutare la crudeltà cosiddetta'normale'
dei bambini nei riguardi degli aniamli (come, ad esempio,
la caccia alle lucertole), legata spesso a tradizioni culturali".
(ANSA).
BABY GANG: ROCCHI,VIOLENZA SU ANIMALI
PRECEDE QUELLA SU PERSONE
Roma, 2 feb. - La violenza sulle persone è preceduta
ed annunciata dalla violenza sugli animali. Lo ha riferito
nel pomeriggio in un'audizione in Commissione speciale per
l'infazia a San Macuto il sottosegretario alla PI, Carla
Rocchi.
Il rappresentante del governo ha fornito dati provenienti
dagli Stati Uniti, dove il professore Franck Ascione, che
studia da anni il fenomeno della violenza, ha rilevato statisticamente
che le violenze sulle persone sono precedute ed annunciate
nella quasi totalità dei casi da violenze su animali."Considerare
queste violenze, prevenirle e contrastarle è valore
in se ma anche utilissimo strumento -ha detto Carla Rocchi-
per prevenire e contenere le violenze sulle persone. Per
inciso, dalle statistiche degli USA emerge che nei casi
estremi di serial killer, le stragi di persone sono quasi
sempre precedute da stragi di animali". Il fenomeno
delle baby gang in Italia sarà anche esaminato, ha
fatto sapere il Sottosegretario, dall'Istituto di psicologia
del CNR. (AGI)
MINORI: ROCCHI, VIOLENZA SU ANIMALI
E' PRIMO SEGNO ALLARME
(ANSA) - ROMA, 2 FEB - La violenza sulle persone è
spesso annunciata dalla violenza sugli animali. A sottolineare
tale legame è il sottosegretario alla Pubblica Istruzione
Carla Rocchi, intervenuta oggi all'audizione della Commissione
parlamentare per l'infanzia sul tema delle violenze operate
dai minori e delle baby-gang.
Il maltrattamento degli animali, dunque, è secondo
Rocchi un vero campanello d'allarme. I dati, sottolinea
Rocchi in un comunicato, "dimostrano che le violenze
sulle persone sono precedute e annunciate nella quasi totalità
dei casi da violenze su animali. Considerare queste violenze,
prevenirle e contrastarle è valore in sè -
ha aggiunto - ma anche un utilissimo strumento per prevenire
e contenere le violenze sulle persone". La dimostrazione
viene dalle statistiche degli Stati Uniti: "Emerge
infatti che nei casi estremi di serial killer - ha concluso
il sottosegretario - le stragi di persone sono spesso precedute
da stragi di animali". (ANSA)
BIMBI VIOLENTI SU BESTIE POTENZIALI
FUTURI KILLER,ALLARME USA
(ANSA) - ROMA, 9 FEB - Serial killer e assassini uniti da
un comune denominatore: nell'infanzia quasi tutti sono stati
violenti, in modo più o meno efferato, contro gli
animali. Il dato emerge da numerose indagini condotte nelle
prigioni statunitensi a partire dagli anni'80 e spinge i
ricercatori a lanciare l'allarme: genitori, attenzione se
i vostri bambini sono violenti o crudeli in modo ripetuto
con gli animali. Si tratta di un "campanello"
che in molti casi può preannunciare comportamenti
estremamente violenti nell'età adulta. Un allarme
fatto proprio, di recente, anche dal sottosegretario all'Istruzione
Carla Rocchi, mentre l'Istituto di psicologia del Cnr, annuncia
la psicologa Camilla Pagani, avvierà presto una ricerca
sull'argomento anche in Italia in collaborazione con il
ricercatore statunitense Frank Ascione della State Utah
University, uno dei'veterani' nello studio della relazione
tra violenza sugli animali e sulle persone.
Dunque, il consiglio degli esperti è di non sottovalutare
mai i giochi violenti dei bambini verso gli animali: anche
quello ritenuto più innocuo o'tradizionale', come
il taglio della coda alle lucertole, se ripetuto spesso
è sintomo di un disagio che può preannunciare
lo sviluppo di una personalità violenta. Numerose
le ricerche condotte in Usa a conferma di tale relazione,
sottolinea Pagani. La prima indagine è del 1985,
su un campione di circa 150 detenuti. Ben il 30,8% dei criminali
del campione aveva avuto comportamenti crudeli verso gli
animali nell'infanzia (contro lo 0% in soggetti normali).
Ma i dati dei ricercatori non finiscono qui. Un'altra indagine
del 1988 rivela che su 28 detenuti per omicidi a sfondo
sessuale, il 36% aveva seviziato animali da bambino e il
46% nell'adolescenza. Un comportamento condiviso, secondo
un'altra statistica Usa, dal 48% degli stupratori e dal
30% dei detenuti autori di molestie verso i minori.
Ed ancora: il 70% delle donne che hanno subito violenza,
affermano i ricercatori Usa, afferma che il partner era
stato violento anche verso l'animale domestico. Un tratto
dunque dominante e che compare, sottolinea Pagani, pressochè
in tutte le descrizioni di serial killer dell'Fbi. Negli
Stati Uniti queste rilevazioni hanno destato scalpore tanto
che, nel'96, l'attuale ministro della difesa William Cohen
presentò un'interpellanza al Congresso, chiedendo
pene accompagnate da un forte supporto psicologico per i
ragazzi che commettevano atti efferati contro gli animali
e ritenuti i potenziali criminali o serial killer del futuro.
Da maggio a ottobre'98, inoltre, nelle scuole Usa 7 baby-killer
hanno ucciso 12 coetanei: quasi tutti erano stati precedentemente
violenti contro gli animali. E come dimenticare il caso
del 14enne giapponese che nel'97 ammazzò un 11enne?
La Polizia arrivò a lui proprio seguendo la traccia
di teste di gatto decapitate.
LITIGA CON LA FIDANZATA E LE UCCIDE
L'ANIMALE
BIELLA- Era già stato condannato a 2 anni perché,
con l'auto seque-strata ad un giovane che usciva da una
discoteca, aveva fatto scorribande per le vie del cen-tro
trasformando la vettura in rottame. L'altro giorno un giudi-ce
si è di nuovo dovuto occupa-re di lui. E anche questa
volta, nel contestato reato di lesioni e maltrattamenti
in famiglia, Marcello Loffiego Raco, 20 anni, di Biella,
si è particolarmente "distinto": per ripicca
nei confronti della convivente, le avrebbe preso il gatto
e gettato nel forno, bruciandolo vivo. Il tutto mentre avrebbe
obbligato la giovane ad assistere alla morte dell'animale.
La vicenda, che risale a qual-che mese fa, è stata
discussa di fronte al nuovo presidente di sezione, Lorenzo
Fornace. Il PM, ha così raccontato di una serie di
liti tra i due giovani, piuttosto vivaci. Fino a quando
Marcello Loffiego avrebbe per-so la testa e, afferrato il
felino che la sua fidanzata teneva in grembo, lo avrebbe
gettato nel forno della cucina, accendendo l'elettrodomestico
al massimo della potenza.
Inutilmente la donna avrebbe cercato di evitare la morte
del suo gatto: lui l'avrebbe prati-camente immobilizzata,
tenen-dole il viso vicino allo sportello e obbligandola
così ad assistere alla terribile fine dell'animale.
Nella precedente condanna, il giovane aveva usufruito degli
arresti domiciliari: provvedi-mento poi revocato dalla Corte
d'Appello in quanto non aveva rispettato il provvedimento:
"L'episodio del gatto fa sicu-ramente notizia - commenta
l'avvocato difensore Fernando Bello -: Mi auguro però
che si tenga conto della differenza che intercorre tra un
animale e una persona".
La giovane convivente non si è comunque costituita
parte civile, "alleggerendo" così la posizione
del fidanzato. I due infatti sembrano aver superato la crisi
e anche la morte del gatto: "La loro intenzione è
quella di sposarsi presto" con-clude il legale: Il
processo rin-viato al 12.
(Da: La Stampa 8/10/05)
LITIGA CON LEI E GETTA IL CANE DALLA
FINESTRA
Cassago Brianza (LC) Una caduta nel vuoto dal secondo piano
e tante botte. È questo il regalo di Natale che un
signore di Cassago Brianza, in provincia di Lecco, ha fatto
al suo Ken, un dolcissimo cucciolo nero di circa tre mesi
e mezzo, portato da Gesù Bambino ai suoi figli. Era
la sera del 25 e, durante il cenone a casa dei suoceri l'uomo,
C. A. 35 anni, ha litigato con la moglie. Così, per
farle un dispetto, è salito in macchina ed è
ritornato fino alla loro abitazione per scaricare la sua
ira sulla povera bestiola indifesa. Senza alcuna pietà,
il cucciolo è stato gettato dal balcone nel vuoto.
Non ancora soddisfatto, il suo proprietario è sceso
nel cortile ed ha continuato a prendere a calci l'animale
che guaiva disperato per il dolore, fino a che, afferrandolo
per il collo, lo ha lanciato in un campo adiacente alla
proprietà. Alla scena hanno assistito sbigottiti
i vicini, che sono immediatamente intervenuti per soccorrere
il povero Ken ed hanno richiesto l'intervento della Lega
Nazionale per la difesa del cane della provincia di Lecco.
Il cucciolo è attualmente ricoverato presso una clinica
veterinaria in condizioni ancora piuttosto critiche. La
caduta, infatti, gli ha procurato diversi traumi ed una
frattura multipla del gomito che rende necessario un intervento
chirurgico complesso. Ken sarà operato nei prossimi
giorni ma, quasi certamente, non recupererà completamente
l'arto. Il proprietario del cane è stato denunciato
per il reato di maltrattamento degli animali, come previsto
dalla legge 190.
LIBERO
27 DICEMBRE 2005
Corato (BA): UCCISI PER GIOCO TRE
CAGNOLINI DAVANTI ALLA SCUOLA MATERNA
Mentre il comune di Corato cerca casa a duecento cani randagi
tramite un bando diffuso in questi giorni, un increscioso
episodio legato proprio al mondo degli amici a quattro zampe
scuote le coscienze di molti. In un pomeriggio di pochi
giorni fa infatti, alcuni ragazzini che frequentano la scuola
elementare Luisa Piccarreta, mentre passeggiavano nei pressi
dell'Istituto d'Arte, hanno assistito, loro malgrado, ad
una scena crudele quanto raccapricciante. Un altro gruppo
di ragazzini, presumibilmente poco più grandi, si
sono avvicinati ad una cucciolata composta da tre piccoli
cagnolini, afferrandone due e sbattendoli più volte
sul terreno, fino ad ucciderli. Così, per gioco.
I piccoli e sbigottiti spettatori, per paura, dopo aver
atteso che i ragazzi più grandi andassero via, sono
intervenuti per portare in salvo il terzo cagnolino. Ma,
purtroppo, anche quest'ultimo non appariva in buone condizioni
di salute. Dopo averlo tenuto al caldo e sfamato durante
la notte, all'indomani i ragazzini hanno portato dinanzi
all'ingresso della propria scuola il cagnolino, avvolto
tra due coperte.
LIBERO - 22 GIUGNO 2005
Padrone massacra di botte il suo animale che si lascia uccidere
senza reagire
La cavalla buona e l'uomo bestia
di Oscar Grazioli
Chi c'era afferma che gli occhi della cavalla erano sconvolti,
non dal dolore ma dall'incredulità. C'era allegria
nell'aria quella domenica, l'allegria delle fiere di paese
in una bella giornata di sole e di caldo temprato da un'aria
fresca che a Collagna non manca mai. Collagna, amena località
montana dell'Appennino reggiano proiettata verso il profumo
della Lunigiana e del golfo di Spezia... Quella mattina
di primo giugno, a Collagna si teneva, come tutti gli anni,
la " fiera merci e bestiami ", una delle mille
fiere di paese che ogni giorno di festa, nei mesi estivi,
dovrebbe movimentare la vita degli abitanti e quella dei
turisti. Le solite bancarelle, gli stand gastronomici con
gnocco fritto e salumi, l'immancabile gazebo di peruviani
che vendono le malinconiche note della cordigliera. Non
mancano poi gli artisti di strada, il mangiafuoco, l'uomo
sui trampoli e il lanciatore di coltelli. Poi deve per forza
esserci qualche bestia a fare un po' di spettacolo, sennò
che fiera è? E allora c'è il maiale unto d'olio
da catturare o il rodeo dei vitelli o la corsa degli asini
o, peggio di tutti, lo spettacolo circense con il povero
leone spelacchiato, i denti cariati e le ossa divorate dall'artrite.
Quel pomeriggio a Collagna c'era un altro top che raramente
manca in una sagra di paese seria. Lo spettacolo equestre,
con la straordinaria partecipazione dei Butteri dell'alta
Toscana. "Venghino siori, venghino a divertirsi, venghino
siori e bambini !!". E sono venuti. Un piccolo gruppo
di giovani a cavallo, vogliosi di farsi vedere, di mostrare
le loro bestie, le selle, i finimenti, gli speroni da cow
boy. Vogliosi soprattutto di far vedere ai Butteri come
si comanda un cavallo. E tra un "cin cin" e un
"prosit", tra una generosa scollatura e una gonna
trasparente, salgono i toni, le battute si fanno più
grevi, gli scherzi più feroci. L'alcol lavora veloce
e infido. Forse qualcuno gli ha allentato la sella, forse
l'ha sistemata male lui. Il giovane sale d'un colpo e scivola
dall'altra parte della cavalla tra gli scherni dei presenti
e il sorriso di un buttero che guarda la scena divertito.
Ci riprova ancora, ma il tentativo va a vuoto. Frizzi e
lazzi si sprecano. La ragazza con le tette fuori ride di
lui. Parte il primo calcio, dritto nella pancia. Il giovane
inveisce contro la cavalla, mentre lascia andare una serie
di calci con la punta dello stivale. Nitriti di dolore,
nitriti di sorpresa. La gente intuisce e mormora, ma la
furia si alimenta come il fuoco al vento. Il pugno è
diretto in pieno muso, poi un altro e un altro ancora. Ancora
calci nel ventre, sulle zampe e poi pugni a non finire dovunque.
Ma che fa, si chiedono, la vuole ammazzare a pugni e calci?
Sì, è la sua intenzione.
La cavalla potrebbe alzarsi sui posteriori e sfracellare
la testa dell'uomo con gli zoccoli. Ma non lo fa, non lo
può fare, vincolata come è da un patto antico
che non le permette di fare del male ad essere umano. E
allora non rimane che indietreggiare fino all'orlo del campo
di calcetto. Rotola giù per la scarpata scomposta
e sbatte la testa contro una grossa pietra. Silenzio, qualcuno
piange, altri invocano aiuto. Il giovane si ferma, la furia
si placa. Pochi minuti e arrivano i soccorsi. Due veterinari
veglieranno la cavalla cercando di tamponare il sangue che
sgorga dal naso e dalle orecchie. Muore a mezzanotte. Dicono
che negli occhi avesse ancora un misto di tristezza e di
incredulità.
www.liberazione.it, 9 aprile 2009
Chi maltratta gli animali può diventare un serial-killer?
Lo sostenne l'Fbi negli anni '70 e oggi lo conferma il team del progetto Link.
"I serial killer sono bambini a cui non è stato detto mai che è sbagliato cavare gli occhi a un animale". A dirlo in termini lapidari fu Robert Ressler, investigatore e criminologo del Fbi che negli anni '70 coniò la definizione stessa di serial killer. Una lunga tradizione anglosassone di studi sul rapporto tra il maltrattamento sugli animali e il crimine violento, mai approfondita in Italia, è ora oggetto di riflessione del progetto Link-Italia, lanciato da un team formato da operatori sociali, psicologi, psichiatri e avvocati.
L'obiettivo è in primis la raccolta di dati su un fenomeno di forte evidenza e gravità, ma scarsamente o per nulla valutato nelle azioni investigative e di prevenzione del crimine. Infatti laddove i dati sono stati raccolti, il maltrattamento di animali è apparso come un vero e proprio tirocinio di violenza contro le persone: più del 70% delle donne che hanno subito abusi domestici ha dichiarato che il marito aveva prima ferito o ucciso l'animale di casa, il 50% degli stupratori confessa di aver maltrattato animali durante l'adolescenza. Esistono anche luoghi, come Sidney, dove la polizia ha verificato negli anni che nella totalità degli omicidi a sfondo sessuale gli aggressori avessero avuto storia di maltrattamento di animali.
"Eppure - è il commento di Francesca Sorcinelli, educatrice professionale e specializzanda in criminologia che coordina il progetto Link - si tratta di ricerche sinora solo retrospettive, svolte nei paesi anglosassoni, su un argomento che in Italia è quasi sconosciuto. Ma per chi lavora in questo settore il collegamento tra la violenza sull'animale, percepito come soggetto debole, e quella su donne e bambini è assolutamente evidente. Lo scopo del nostro lavoro è far capire l'importanza della risposta che il mondo adulto dà alle manifestazioni di violenza contro gli animali da parte degli adolescenti: bisogna rendersi conto che l'atteggiamento di indifferenza che comunemente si ha verso questo tipo di prevaricazioni non trasmette un messaggio di neutralità, ma viene invece percepito dal ragazzo come complice e giustificatorio. Ai suoi occhi, sono i soprusi in quanto tali ad essere legittimati. E da quel momento la possibilità dell'abuso rischierà di sofisticarsi e ampliarsi ai soggetti umani, fino a costituire una vera e propria abitudine alla violenza".
Il neonato progetto Link ha una serie di proposte concrete in cantiere: innanzitutto la creazione di un database sulla base dei modelli americani, poi la pubblicazione del primo manuale di investigazione sul legame tra crudeltà su animali e crimine violento, l'attivazione di corsi di formazione per operatori che si occupano di violenza interpersonale, l'ampliamento del network, già attivo, di centri di recupero per animali scampati alla violenza in casa. Già sono stati formalizzati accordi di collaborazione tra gli operatori di Link-Italia e l'istituto di alta formazione in scienze criminologiche di Modena, alcune aziende Asl, associazioni che operano nelle carceri e comunità per minori e tossicodipendenti.
Nello stesso ambito sta lavorando anche il CNR con una ricerca che vedrà la luce tra qualche mese per evidenziare il rapporto eventuale tra gli atti di bullismo e il maltrattamento degli animali. "Il discorso è molto ampio - spiega Camilla Pagani, ricercatrice dell'istituto di psicologia del CNR e autrice dell'indagine - infatti non solo esercitare violenza e restare impuniti, ma anche assistere a certi spettacoli può rappresentare un serio pericolo per l'educazione dei più giovani. E' per questo che abbiamo analizzato anche il fenomeno del circo e come psicologi ci siamo espressi in favore di una legge che vieti l'utilizzo degli animali in qualsiasi tipo di spettacolo. Sotto il tendone essi vengono caricaturizzati e ridicolizzati per divertire. E non c'è niente di peggio dell'ilarità dei grandi verso un sopruso, che viene già percepito come tale anche in età giovanissima: può avere un effetto devastante nell'interpretazione del mondo di una psiche ancora in via di maturazione".
Fonte:
Leonora Pigliucci, "Chi maltratta gli animali puo' diventare un serial killer", www.liberazione.it, 9 aprile 2009
ADOLESCENTE IMPICCA UN CANE E LO SEVIZIA
Incredibile gesto in Sicilia.
12 maggio 2009 - Sgomento per la notizia trasmessa da un´agenzia di stampa secondo la quale un adolescente ha prima impiccato un cane yorkshire alla maniglia del portone di una casa attigua alla villa comunale di Canicatti´ e poi, non soddisfatto, si è accanito sulla carcassa dell´animale prendendolo a sassate e urinandovi di sopra. A chiamare i Carabinieri sono stati gli
altri ragazzi, tra gli 11 e i 15 anni. I militari hanno interrogato più
volte i giovani per cercare di identificare il loro coetaneo che ha uccisoil cane.
Casi come questo purtroppo non sono isolati. Numerose sono le segnalazioni di maltrattamenti e sevizie nei confronti di animali, per lo più cani e gatti, che giungono alla LAV e *spesso sono proprio ragazzi in età adolescenziale a compiere questi maltrattamenti.* *La letteratura scientifica ha messo in evidenza, infatti, che atteggiamenti di simile violenza nei confronti di un animale denotano una particolare indifferenza alla sofferenza, da tenere in considerazione quale indice di valutazione della personalità dei colpevoli che ben possono rendersi responsabili di altrettanti crimini verso gli umani, magari bambini o anziani.*
"Quanto successo a Canicattì è incredibile e fa riflettere ancorché a
compiere una tale violenza sia stato un adolescente - dichiara Marcella Porpora, Coordinatrice regionale LAV Sicilia -. Atti di questo genere non solo si devono punire con fermezza ma si possono e si devono prevenire. Ecco perché al Sindaco chiediamo di mettere in atto una rete di interventi concreti che coinvolga anche la scuola e i servizi sociali per ricreare un corretto rapporto uomo - animale che dovrebbe essere prioritario per qualunque paese che si definisca civile."
La promozione di un corretto rapporto uomo animale è estremamente importante poiché il disinteresse e la violenza sugli animali oltre ad essere eticamente inaccettabili si pongono anche in contrasto con i principi generali della L.Q. 281/91, legge quadro sul randagismo, ed in Sicilia della L.R. 15/2000, secondo cui lo Stato promuove e disciplina la tutela degli animali d´affezione, condanna gli atti di crudeltà contro di essi, i maltrattamenti e il loro abbandono. Per questo la LAV, sta promuovendo nei Comuni dell´isola l´introduzione di Regolamenti sul benessere animale, quali strumenti normativi decisamente importanti non solo per tutelare gli animali ma anche per promuovere una corretta convivenza con l´uomo.
"Atti di efferata violenza perpetrata ai danni di esseri viventi indifesi
come questi lasciano sgomenti. - dichiara Ilaria Innocenti, responsabile Settore Cani e Gatti della LAV - Chiediamo alle Autorità competenti di fare chiarezza su questo raccapricciante gesto in modo che il responsabile possa
essere immediatamente individuato per essere perseguito penalmente". L´art 544bis del Codice penale è molto chiaro nel prevedere punizioni severe per "chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale", comminando la reclusione sino a diciotto mesi, cui possono essere sommate
varie aggravanti tra cui la crudeltà ed i futili motivi. La LAV ha
immediatamente attivato il proprio Ufficio Legale nazionale per seguire la vicenda.
Fonte: www.animalieanimali.it
Israele, voleva diventare serial killer e intanto uccideva gatti. In manette un 18enne che ha sulla coscienza la sorte di centinaia di felini.
GERUSALEMME (Israele) - Oltre un centinaio di gatti uccisi in pochi mesi. E' l'agghiacciante storia venuta fuori con l'arresto di un diciottenne israeliano che ha confessato alla polizia questo suo "divertimento" pensando però già al diventare un serial killer anche di persone.
Finito in manette lunedì sera a Petah Tivka, il ragazzo ha raccontato alla polizia di aver iniziato ad uccidere regolarmente gatti all'età di nove anni, quando ancora viveva in Russia. Prima lo faceva una volta ogni uno o due mesi, ma ultimamente era arrivato a un gatto al giorno, organizzando diversi scenari di uccisione per suo divertimento.
Il ragazzo ha detto che sentiva un incontrollabile impulso ad uccidere, ma che aveva cominciato ad annoiarsi dei gatti. Ispirato da un programma televisivo su un serial killer responsabile di 60 omicidi, il 18enne voleva passare agli esseri umani e aveva pensato di cominciare con dei clochard. Aveva anche proposto a un suo amico di partecipare. Per il ragazzo verrà chiesta una perizia psichiatrica.
La vicenda ricorda un caso analogo successo due anni fa sempre a Petah Tivka: un altro 18enne, arrestato per l'omicidio di due clochard, aveva raccontato di aver ucciso in precedenza 500 gatti.
LaStampa - 26/2/2009
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